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Marco Nagliati 

questa bundes non rivitalizza la ovest è chiara

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E’ stata probabilmente una sorta di euforia da astinenza a indurre in molti a magnificare la Bundesliga, lo spettacolo offerto nello scorso fine settimana. Quella della ripartenza di un campionato calcistico al top, così ben riuscita dal punto di vista organizzativo che adesso - in Germania - rimetteranno in moto anche il basket. Sì, la prima è andata ma questa è una maratona da portare a termine e i primi scatti non ti rendono un “finisher”.

Significa che il grande problema che si pongono i dirigenti più assennati non è solo iniziare, soprattutto riuscire ad arrivare al traguardo dribblando le insidie che il coronavirus sa mettere in ogni piega. Giocare a tutti i costi è il vento neanche troppo lieve che l’Uefa sta soffiando sulle varie federazioni che non hanno mollato. Le ragioni economiche sono chiare. Forse le uniche che ancora tengono in piedi questo castello di carte.

Epperò, davvero ha un senso produrre un calcio insapore? Dai, veramente i match asettici della “Bundes” hanno fatto scorrere adrenalina e passione negli spettatori? Sul serio le tv ne trarranno vantaggio?

A Ferrara, nel suo piccolo, tifosi e società Spal sono stati sempre chiari e coerenti. La Ovest è stata tra le primissime curve a schierarsi contro questa logica. E il presidente Mattioli non più tardi di sabato ha sussurrato: «Questo non è calcio». Il rischio è che si stiano spendendo energie e denari a vuoto, raccogliendo poco e mettendo a rischio il futuro. Fermarsi può non essere il male assoluto.

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