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paolo negri 

Che belli quei tempi sui balconi delle case

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C’erano una volta le domeniche. Quelle in cui il vecchio Comunale di via Montegrappa – una delle strade strategiche, non corso Piave – si arricchiva di una sorta di tribunette supplementari. O meglio, di palchi. Posti di osservazione privilegiati, esterni allo stadio, da cui si poteva tranquillamente assistere alle partite. Con vista su tutto il campo, o buona parte dello stesso.

Finestre, balconi, terrazzini, lucernai, a volte – per i più ardimentosi – gli stessi tetti delle abitazioni. La villetta posta nella citata via Montegrappa (dunque alle spalle della Curva Est), l’ultimo piano del palazzo della Mutua (dietro la Gradinata) in via Cassoli, oppure le abitazioni in angolo tra Cassoli e via Ortigara, quindi tra Gradinata e Curva Ovest. E, ancora, i palazzoni che sormontavano la Ovest. Visuale libera, lo stadio era lungi dalle riforme che avrebbe subìto da fine anni ’80 in poi. Su tre lati dell’impianto non c’erano tettoie, Gradinata ed Est erano addirittura in tubi Innocenti ed assi di legno.

Si cercava un amico, un parente, un conoscente (a volte una semplice persona accondiscendente che magari ospitasse a casa propria) per trasformarsi in “portoghesi” ed assistere alle partite della Spal da un’angolazione tutta particolare. Anche dai piani alti del Grattacielo, con un normale binocolo si poteva inquadrare senza problemi il prato del Comunale.

Fosse così ancora oggi, chissà quanti aggirerebbero l’ostacolo-porte chiuse e riuscirebbero a vedere le prossime partite della Spal. Sul balcone, stando... a un metro di distanza. –

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