Salute, stipendi, niente tifosi: gli spallini dovranno esprimersi
I calciatori biancazzurri chiamati a dire la loro su una situazione di incertezza e rischi che non vede l’Aic di Tommasi prendere posizioni abbastanza forti
ferrara
I giocatori della Spal come la pensano? Che opinione hanno sulla ripresa del campionato, sulle porte chiuse, sul taglio degli stipendi e – soprattutto – sulla questione sanitaria, sulla possibilità di essere maggiormente esposti ad un rischio-contagio e sulle spese che i club dovranno accollarsi (circa 50. 000 euro al mese, è stato stimato) per far eseguire tamponi ripetuti ad atleti e staff? Tamponi che, tra l’altro, per la popolazione normale non sono di così facile reperibilità. In Italia i calciatori continuano ad essere considerati essere non pensanti, sembra che non abbiamo il diritto di esprimere riflessioni personali sui temi della vita, della quotidianità, del lavoro.
agazzi e... i muti
In pieno caos coronavirus/campionati, solo il portiere cremonese Agazzi ha preso cappello e si è chiamato fuori dal coro... dei muti, rescindendo il contratto e privilegiando altri valori. Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori, dopo l’ultimo Consiglio Federale ha dichiarato: «Siamo stati in campo fino al 15 marzo, i calciatori hanno lavorato con il preparatore atletico per tutto il lockdown e ora tu puoi pure non retribuirli. E se fanno causa danno pure la possibilità al club di non pagarli fino ad agosto! Sono deluso e preoccupato. Si prendono delle decisioni con mascherine e call conference, e poi si mandano in campo gli altri. Cioè i calciatori. Ed ecco come sono ripagati. Gli imprenditori del calcio chiedono i soldi a tutti – Uefa, Fifa, governo – per non pagare i calciatori…E noi dovremmo essere contenti? Ci vedremo, analizzeremo la situazione. Sono veramente deluso e preoccupato per come vanno le cose in questa Federazione e in questo calcio».
fronte comune
Ecco, bravo. E magari nell’analisi della situazione con decisione anche l’aspetto sanitario, non solo quello economico. Il calcio, il calcio vero, ha sempre poggiato su due grandi forze: gli attori e gli spettatori. I calciatori ed i tifosi. Siano dunque loro, uniti, a schierarsi compatti ed a chiedere (anzi, ad esigere) garanzie e rispetto su tutti i fronti. Effettuino una simbolica marcia verso i palazzi del potere affinché venga riveduta e corretta questa assurda situazione che si sta vivendo. –
p. n.
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