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L’idea della “Cittadella” sta prendendo forma Maggi: «Siamo pronti»

Marco Nagliati
L’idea della “Cittadella” sta prendendo forma Maggi: «Siamo pronti»

Nei giorni scorsi D’Auria e Pellegrini hanno incontrato il sindaco Fabbri Un’opera da oltre un milione e mezzo di euro tra sport e ristorazione 

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il progetto

Marco Nagliati

Il piano prende forma. E sulla carta si tratta di un’opera imponente, impattante. Importante. La “Cittadella dello sport”, da tempi immemorabili potenziale fiore all’occhiello di molte amministrazioni, pare assumere contorni meno sfocati. Il cammino è lungo, idee e progetto chiari. E appena il coronavirus ha concesso un attimo di respiro, imprenditori ferraresi e dirigenti comunali ferraresi hanno ripreso in mano la pratica. «Siamo sul pezzo» dice l’assessore Andrea Maggi. Talmente operativi che giovedì il sindaco Fabbri ha incontrato alcuni finanziatori e possibili gestori. Tra questi, si dice, Francesco D’Auria del Kleb Basket e Raffaello Pellegrini di Natur House.

Il lavoro è ambizioso: nella zona motovelodromo-pattinodromo (via Porta Catena) si intende costruire un’area vasta in cui troveranno dimora un campo da basket, palestre, paddle, ristorante, palazzina foresteria... Con ovvia ristrutturazione dell’impianto intitolato a Fausto Coppi e che - attualmente - ospita i locali della medicina sportiva. Costo 1 milione e 550mila euro, così ripartiti: 750mila euro dalla Regione, 375mila dal Comune e 400mila dai privati. La proroga per affidare i lavori è stata fissata al dicembre 2021 «ma contiamo di accelerare i tempi» spiega Maggi.

Che tiene a precisare: «La filosofia con la quale pensiamo alla struttura è che sia a piena vocazione sportiva, aperta a tutti i cittadini». Quindi okay ristorazione, e magari bar, ma la “Cittadella” - che di fronte ha il PalaPalestre - nasce per l’attività fisica ed agonistica. «Il progetto è stato impostato - aggiunge l’assessore - e i nostri tecnici sono già al lavoro». E, appunto, imprenditori interessati non mancano. E se davvero D’Auria e Pellegrini finiranno per essere coinvolti, avendo constatato quanto amino il pragmatismo, c’è da pensare che effettivamente questa volta si possa arrivare sul piano della concretezza oltre che delle idee.

«Meglio fare piuttosto che commentare» ha sempre sottolineato Raffaello Pellegrini. —

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