Sant’Agostino e un cambiamento epocale «Sarà un calcio completamente diverso»
Il presidente Lenzi: si tornerà a un dilettantismo autentico, con pochi rimborsi. Bisognerà essere pronti a fare il passo
sant’agostino
Parlare con il presidente del Sant’Agostino, Lenzi, è sempre piacevolissimo. Anche perché le analisi del numero uno dei “ramarri” sono sempre molto precise, oltre che esposte con garbo.
l’analisi
«Le prospettive? Intanto – dice Lenzi – è importante che abbiano deciso di chiudere i campionati. Con le certezze si può ragionare, con le incertezze no. Noi stiamo pensando per il prossimo campionato anche se, in questo caso, le certezze sono molte meno. Si sente parlare in giro di aumento del numero dei gironi e di riduzione delle squadre e della durata del campionato. Dovesse verificarsi questa ipotesi, per noi sarebbe una buona cosa: un campionato più corto, magari con molti derby, trasferte di minore entità. Stiamo già parlando con i tecnici ed i dirigenti, per conoscere le loro disponibilità in rapporto a dei programmi che saranno fatalmente diversi da quelli del passato. Anche se non abbiamo ancora rinunciato alla Sagra, questa possibilità sarà molto ridotta rispetto al passato».
le difficoltà
E ancora: «Siamo consapevoli – continua il presidente del Sant’Agostino – che il prossimo campionato sarà molto difficile per tutti, per tante ragioni. Noi punteremo su di una squadra giovane. Alcuni dei nostri giocatori più rinomati ci hanno già detto che andranno altrove (per il portiere Costantino e per l’attaccante Pagani pare fatta per il passaggio alla Portuense; ndr), e non abbiamo intenzione di ostacolare queste scelte. Poi, la nostra stagione sarà dignitosa, e prenderemo dal futuro tutto quello che arriverà. Certo che, se ci saranno veramente tre gironi da 14 squadre, è ovvio che tra quelle ce ne sarà una decina nelle nostre condizioni. Questo significa che sarà una stagione difficile ed equilibrata, da affrontare con programmazione e, appunto, dignità. Stiamo ragionando sulla Sagra, ma sarà difficile arrivare a risultati “normali” anche se dovessimo riuscire a proporla. Puntiamo ad avere allenatori convinti delle nostre scelte e giocatori che sposino il progetto. Alla fine, andremo in campo con il massimo dell’impegno, consapevoli che il calcio dilettantistico non sarà più come in passato».
cosa cambierà
La conclusione di Lenzi è questa: «Voglio dire che a mio avviso sarà esclusivamente dilettantistico, e che ci saranno pochissime società in grado di fornire rimborsi elevati. Quindi, per esempio, più giocatori della zona. Più giovani, diverse scelte tecniche. Sarà un calcio molto diverso da quello a cui molti sono abituati. Bisognerà essere pronti e fare il passo adeguato alle disponibilità e ragionando sul futuro, senza ambizioni eccessive e con la massima dignità possibile. E poi vedremo quel che succede, pronti comunque a ricominciare, a qualunque livello, guardando al futuro». –
Alessandro Bassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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