Poletti e la filosofia del Ju Jitsu «Disciplina che è stile di vita»
Il maestro di Bondeno ha conquistato grandi traguardi a tutti i livelli «Dai titoli italiani alla partecipazione ai Mondiali». L’impegno nel sociale
bondeno
«Il Ju Jitsu – come tutte le discipline sportive – per me è un modo di essere, uno stile di vita, il rispetto per le altre persone in primis. La prima cosa che si impara sul tatami è salutare i compagni ed il maestro».
il percorso
Christian Poletti e la “materassina”: un rapporto davvero molto speciale: «Alla base delle discipline marziali ci sono la correttezza, l’equilibrio interiore e l’autocontrollo.... tutte caratteristiche che il buon marzialista impara a coltivare e “fare sue” nel tempo; come tutte le cose ognuno necessita dei propri tempi per interiorizzarle. Non a caso, l’emblema del Csr Ju Jitsu Italia è una “via” dove sono raffigurate due persone che studiano e in fondo c’è il sole, il punto da raggiungere. Il percorso è la tua crescita fisica e personale, che non finiscono mai. Con il tempo il modo di allenarsi e studiare cambiano, evolvono e durano tutta la vita».
Classe 1970, nato a Bologna: «Da piccolo mi sono spostato parecchio per il lavoro dei miei genitori – incalza Poletti; all’età di 11 anni siamo tornati ad abitare a Bondeno, paese natale di mio papà, mentre mia mamma è di Vigarano Mainarda. Adesso risiedo a Bondeno e lavoro a Poggio Renatico in una ditta di automazioni industriali dove sono responsabile tecnico della produzione. Mi sono avvicinato ed ho iniziato la pratica del Ju Jitsu nel gennaio 1985, in quanto il mio professore di educazione musicale era il mio attuale Maestro di Ju Jitsu: Silvano Piero Rovigatti. Una passione nata per caso per provare qualcosa di diverso dalla solita attività sportiva; da allora non ho più smesso: da 35 anni pratico questo sport così meraviglioso».
la carriera
Una carriera – la sua – davvero prestigiosa, fatta di studio tecnico e di agonismo, ottenendo diversi piazzamenti a podio di livello nazionale: «Nel 1989 ho raggiunto il primo livello importante per tutti i marzialisti: la cintura Nera 1º Dan... però la mia attenzione era più per il gareggiare; i due percorsi (tecnico ed agonistico) sono cresciuti parallelamente. Come dicevo, ho partecipato a più gare di livello nazionale andando sempre a podi importanti (campione italiano 1991-1994) che mi hanno permesso di partecipare ad importanti competizioni internazionali, ad esempio i campionati Europei a Salamanca (Spagna) nel 1991, i Mondiali a Berlino (Germania) nel 1998. Ma anche la mia crescita tecnica è avanzata, supportata dal maestro Rovigatti che non smetterò mai di ringraziare per la pazienza e gli insegnamenti che mi hanno permesso di arrivare al grado attuale di cintura nera 7º Dan di Ju Jitsu. Nel frattempo, come altri miei amici e compagni di allenamento, mi sono avvicinato ad un’altra disciplina marziale: Hakko Denshin Ryu Jujutsu con Soke Antonio Garcia, dove ho conseguito il grado di cintura nera 2º Dan».
il progetto
Ma non è tutto: «Da metà anni’90 – dice Poletti – insegno al dojo di Bondeno collaborando con diversi maestri del Csr Ju Jitsu Italia. In questi anni ho avuto la possibilità di fare bellissime esperienze sempre legate al Ju Jitsu con progetti importanti ed ambiziosi: in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “T. Bonati” di Bondeno, gli insegnanti di educazione fisica dello stesso e sotto la coordinazione del professor Brancaleoni, abbiamo sviluppato un progetto sulla “Non Violenza e Bullismo”. Inoltre, corsi di difesa sersonale per la polizia municipale dell’Alto Ferrarese. Attualmente, insieme al maestro Luca Cervi (cintura nera 7º Dan) siamo i direttori tecnici del Csr Ju Jitsu Italia di Bondeno, dove abbiamo un nutrito gruppo di praticanti ai quali cerchiamo di trasmettere tutto il nostro amore e passione per questa fantastica disciplina, e tutto il nostro sapere marziale accumulato nei tantissimi anni di attività, e dai quali riceviamo in cambio numerose soddisfazioni sia dai ragazzi più piccoli ai più adulti».
Parecchie le persone significative nella carriera sportiva di Christian Poletti: «Tutti i compagni di allenamento e “sudate” che ho avuto in questi anni, tutti quelli che – a loro modo – ti riuscivano a stimolare e non mollare mai... ai maestri più alti in grado di me che cercavano sempre di darmi un qualcosa per andare avanti».
La conclusione è tutta per il Csr Ju Jitsu Italia: «Siamo una grande famiglia, dove tutti ci sono per tutti nel momento del bisogno, dove non si divide solo il tempo e lo spazio sul tatami ma anche il tempo extra dojo. Di questo stile di vita non possiamo che ringraziare il nostro maestro e caposcuola Silvano Piero Rovigatti». –
Enrico Ferranti
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