Bratti e quei due mondi destinati ad unirsi «Vedo ambizione sportiva e aspetto sociale»
Il politico ferrarese, ex giocatore e vicepresidente della società estense, riflette sull’ipotesi di fusione tra la 4 Torri e il Team Volley Portomaggiore
l’intervista
Il dibattito è aperto. Sarà una fusione che farà il bene della pallavolo ferrarese? Sama Team Volley Portomaggiore e Krifi 4 Torri Ferrara stanno ancora verificando i requisiti per arrivare ad un accordo che potrà vederle assieme nella prossima stagione agonistica. Non più realtà distinte in serie B, ma un solo team che vada a partecipare alla serie A3.
Sandro Bratti è un nome di spicco della politica italiana, non più solo ferrarese. Della nostra provincia è ancora un importante riferimento a livello pallavolistico, come del resto la sua famiglia.
Bratti, fino a qualche anno fa era pure vicepresidente della 4 Torri...
«Prima di fare qualsiasi altra considerazione – inizia il suo discorso Bratti partendo da lontano – devo dire che io non ho ancora capito come potrà riprendere l’attività sportiva. A pallavolo poi si è in dodici in 81 metri quadri, mi chiedo come faremo a rispettare le indicazioni di distanziamento. La domanda è rivolta soprattutto pensando al funzionamento dei campionati a livello minore e giovanile: ma per i livelli maggiori? Aggiungi poi tutti gli spettatori. Insomma, rimangono in piedi tanti interrogativi».
Unire le forze intanto sembra un prerequisito che va sempre bene. In questo momento ancor di più...
«È da anni che sento parlare Mauro (Baroni, il patron di Ferrara; ndr) di questa possibilità. L’idea c’è. Magari una vera e propria fusione no, ma un accordo di collaborazione ci sta: eccome».
Su quali basi?
«Io credo che questo campionato di serie A3 non possa che disputarsi a Ferrara, e lo dico pensando a possibili prescrizioni sugli impianti e il numero di possibili spettatori. Quanta è la capienza di Portomaggiore? Potranno entrarci a settembre 100 spettatori? A Ferrara c’è un palazzetto in cui, pensando a probabili misure di sicurezza, potranno starci almeno 1000 persone».
In realtà, nelle prime ipotesi, si parlava di un Sama che restasse a casa sua...
«Per il Sama potrebbe essere obbligatorio giocare in un certo tipo di impianto. So benissimo che ci sono di mezzo anche questioni di “campanile”, però giocare a Ferrara renderebbe più interessante la stagione. Per tutti, credo. L’importante comunque è rimettere insieme le forze e fare qualcosa un po’ più di livello, in modo che possa scaldare i cuori degli appassionati di pallavolo».
Sama e Krifi, due mondi e modi abbastanza diversi di intendere la pallavolo, a ruoli quasi invertiti ora rispetto al passato...
«I portuensi hanno ambizioni. Hanno messo molte risorse economiche nell’affrontare almeno gli ultimi tre campionati, per loro la serie A sarebbe stato un naturale approdo. Ferrara, invece, aveva forse intenzione di ridimensionare la sua prima squadra ma ci sarebbe anche potuto stare: io avrei visto bene una società sul tipo dell’Anderlini Modena che non fa solo pallavolo, bensì fa molto altro e si occupa anche dell’aspetto sociale».
Intanto non resta che attendere arrivi l’accordo ufficiale a suggellare tutte le considerazioni su questa fusione, oppure intesa di collaborazione se così vogliamo chiamarlo.
«Le condizioni per arrivare ad una fumata bianca ci sono tutte, speriamo che si realizzino». —
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