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Spal, la rimonta passa nel cuore del cammino

Marco Nagliati
Spal, la rimonta passa nel cuore del cammino

A metà del calendario quattro scontri diretti decisivi Ma Di Biagio ha l’obbligo di partire subito fortissimo  

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Così sia: il terzo weekend di giugno la Serie A riparte. Una volata mozzafiato, senza soste e con incontri ravvicinati ad orari più da movida che da stadio. Dodici giornate, più quattro recuperi. E, forse, il 13 giugno l’antipasto delle semifinali di Coppa Italia. Sui dettagli deciderà oggi o la prossima settimana la Lega, intanto ieri il tappo è saltato e - incrociano le dita i dirigenti federali - la stagione veleggia verso il porto.

Per la Spal si tratta di dare corpo alla missione rimonta, con un doppio pericolo. Quello ovvio di fine campionato: se non recupera i sette punti di svantaggio rotola in serie B. Ma c’è anche un nemico subdolo e sottile, legato al coronavirus: dovesse malauguratamente arrivare uno stop lungo il percorso, la Federazione ha fatto intuire che emetterà i verdetti con la graduatoria “congelata” in quel momento. Significa che anche qualora la pattuglia biancazzurra fosse in piena “remuntada”, se l’opera non venisse completata prima di un eventuale stop anticipato la retrocessione sarebbe sancita comunque. Insomma, mister Di Biagio deve andare ventre a terra. I playoff ed i playout non sembrano appartenere al vocabolario del pallone calcistico.



La Spal ha già sperimentato le porte chiuse, se l’è cavata in quella surreale uscita di Parma. Sa a cosa andrà incontro. Senza tifosi, che chiaramente contestano la scelta dell’industria pallonara di proseguire l’annata agonistica, il fattore campo crolla a dismisura. S’è notato anche in Bundesliga: solo cinque successi casalinghi in ventisette partite. Dice Jorge Valdano, argentino campione del mondo ed ex dirigente madridista: «Senza pubblico ai più forti risulta più semplice battere i più deboli». Perché questi ultimi non hanno la spinta emotiva dettata dalla propria gente, quello slancio che ti fa andare oltre i limiti. Comunque, calcio alieno sarà.

E la Spal, in fondo, può osservare con relativo compiacimento il calendario che rimane: su dodici match che l’attendono ben quattro sono confronti diretti, due gare contro rivali di medio valore (Cagliari e Milan) e soltanto tre i faccia a faccia contro le big: Napoli, Inter e Roma. Chiuderà, infine, con Torino (al momento anche questo è un confronto diretto ma i valori granata fanno pensare che potrà uscire dai guai), Verona e Fiorentina che potrebbero essere del tutto appagate. Per far sì che l’epilogo si trasformi in fuochi d’artificio, è nella fase centrale che alla Spal serve tutto.



È tra la 30ª e la 34ª giornata che il tavolo del casinò diventa da all-in. Perché mister Di Biagio alla 29ª sfida il Milan al Mazza, poi arriva il poker. Inframmezzato dal confronto con l’Inter. Dunque, dopo il diavoletto rossonero biancazzurri a Genova contro la Sampdoria, quindi a Ferrara arriva l’Udinese. Dopodiché ancora viaggio a Genova per duellare col Genoa, arriva l’Inter e infine Spal a Brescia. Ecco, se Cagliari, Napoli e Milan servono per rimanere a galla, dopo sono indispensabili acuti in serie. Senza soluzione di continuità. Tra l’altro, all’andata, gli scontri diretti agli estensi sono andati maluccio quindi oltre a guadagnare terreno sulle competitor va aggiustata la classifica avulsa tra le retrocedende.

Solo se la Spal saprà ruggire qui, in questa fase centrale del mini torneo, potrà poi ingranare l’ultima marcia che comporta Roma e - appunto - Torino, Verona e Fiorentina. L’ultimo rettilineo avrà un senso solo se non ci saranno derapate nelle curve precedenti. Dura. Eppure... «Questa squadra ha qualità e può salvarsi» ripete come un mantra mister Gigi. —



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