paradosso: si ripartirà da zero e non da -7
E lo chiamano ancora calcio. Bel coraggio, hanno. Comunque sia, si riprenderà a giocare. Allora – per forza di cose – bisogna provare ad interpretare, ad immaginare, ciò che sarà.
La Spal avrà un cammino per nulla semplice. Si sapeva, d’accordo, anche e soprattutto in rapporto al pesante handicap di ritardo, 7 punti che diventano 8, dalla zona salvezza. In tale contesto, ecco il caotico quadro della serie A che torna. Tra mille incognite. In estate, in Italia, non si è mai giocato. A luglio magari ci si metteva davanti alla tv per seguire il Tour de France, in attesa di salire in ritiro e scoprire le nuove squadre, le prime amichevoli. Ora si andrà in campo per i tre punti. Non bastasse, le partite si susseguiranno ogni tre giorni: difficile prevedere chi reggerà. Potranno essere sovvertiti molti valori.
E ancora. Nelle stanze del potere continuano a litigare. C’è chi vuole che la stagione vada a compimento, senza contemplare la possibilità del rischio di una nuova sospensione. E se ciò dovesse succedere, ecco che si scannano: decideranno gli algoritmi; no, si giocheranno play off e play out; anzi, no, nemmeno quelli; no, verrà cristallizzata la classifica.
È tutto un teatrino dell’assurdo. Ma la Spal dovrà giocoforza adattarsi, ed avere la capacità e l’abilità per andare oltre qualsivoglia condizionamento. Ripartirà un nuovo campionato, con l’enorme punto interrogativo di cosa potrà accadere dopo tre mesi e mezzo di stop. Il ritardo spallino è importante, ma davvero potrebbe bastare poco per stravolgere tutto. Eupalla voglia che sia così. –
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Non lasciare decidere l'algoritmo:
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