Alex non molla e rilancia «Faremo il memorial Duran»
La Padana sta rimettendo in moto la complessa macchina organizzativa Appuntamento fissato per il 30 luglio e ring allestito al motovelodromo
FERRARA
Solamente un uomo al comando: Alessandro Duran guarda avanti con positività, giudicando fondamentale per tutti gli altri sport l’ormai prossima ripartenza del campionato di calcio.
Diviso fra allenamenti di boxe e la missione di far rispettare le regole all’interno della palestra Pugilistica Padana, Duran vuole cancellare al più presto i difficilissimi mesi del lockdown da coronavirus. «Gli ultimi sono stati mesi complicati – dice Alessandro -: l’emergenza ha purtroppo bloccato l’intera nazione. Ora finalmente si ricomincia a vedere uno spiraglio di luce, bisogna essere ottimisti e pensare positivo: allo stesso tempo avere il coraggio di ricominciare. Sono sempre stato un sostenitore dell’inizio del campionato di calcio di Serie A, sono convintissimo che, ripartendo il calcio, ripartirà tutto lo sport. È normale che sarà un calcio diverso, senza il pubblico sugli spalti, è comunque un segnale importante, un ricominciare a vivere fondamentale dal punto di vista psicologico».
Il pugilato
«Piano piano stiamo ripartendo - spiega Duran -; a metà aprile avevo cominciato già a fare degli appelli per gli atleti professionisti, che non sarebbero potuti restare fermi ulteriormente. Finalmente il Governo ha dato il via libera almeno agli atleti professionisti per potersi allenare, anche loro hanno delle restrizioni e delle indicazioni da seguire. Mio fratello Massimiliano sta organizzando il Memorial Duran per il 30 luglio al motovelodromo, speriamo che vada in porto e abbia successo. Che i pugili possano salire sul ring tranquillamente».
Palestre
«Quello delle palestre è tutto un altro discorso – ha continuato Duran –, fino ad ora avevo fatto un discorso di sport d’elite e a livello professionistico. Per quanto concerne la riapertura della nostra palestra, devo dire che ci sono delle difficoltà, anche perché la gente che viene in palestra ha ancora paura. Secondo me chi sta in alto sbaglia a mandare dei messaggi di panico e terrore, è assurdo che nel momento della ripartenza e della riapertura si mandi un messaggio che in autunno ci sarà una seconda ondata di contagi. È come se io dicessi a un mio pugile che andrà sul ring, ma subirà un ko. Bisogna avere rispetto del pericolo che c’è, credo che l’italiano non sia stupido o inconsapevole del rischio che corre, però devi avere ottimismo ed essere positivo, anche perché per fortuna i contagi stanno diminuendo».
Il futuro
«Dipenderà molto da che cosa succederà. La partita per me si giocherà in questo mese di giugno – ha chiuso Duran –; non sono un virologo, ma conosco chi è stato in prima linea sul campo di battaglia, parlo dei dottori che lavorano all’ospedale a contatto con gli ammalati. Da loro ho sentito cose completamente opposte rispetto a quelle che vanno a dire i medici o i virologi da televisione, mi pare di rivivere la situazione del mio sport: l’esperienza uno se la fa sul campo, quindi io mi fido di chi sta su questo campo e ha curato gli ammalati».
«Sono positivo, non vedo perché si deve fare allarmismo e dire che ci sarà una nuova ondata di contagi, mi auguro e spero che il virus se ne vada, lasciando solamente un brutto ricordo». —
lorenzo montanari
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
