Il Mesola è pronto a ripartire Giovani di valore e idee chiare
Il direttore sportivo Biondi spiega le linee guida di un club che nonostante i problemi prepara la prossima stagione Grazie a un gruppo consolidato
mesola
Di Mesola, durante il campionato, si è ovviamente parlato. Ma probabilmente non si è parlato abbastanza. Adesso, a campionato di Promozione finito, si rimane sottocosta. Ed è un errore, perché il Mesola si propone come una delle squadre più solide del nostro calcio dilettantistico.
Il direttore sportivo Edoardo Biondi, fino allo scorso anno uno dei punti di forza della difesa ed ora, a causa di un infortunio, passato al ruolo direttivo, è chiaro fin dalle prime parole: «Il Mesola? C’è. Il futuro potrà essere incerto, le prospettive non agevoli, ma noi ci siamo. Ci saremo e cercheremo di andare avanti».
progetti
Nessun blocco, quindi? «Abbiamo programmi e sappiamo quali miglioramenti portare avanti per il nostro gruppo, che quest’anno era già piuttosto buono e con giovani di valore. Chiaro, però, che in questi momenti noi siamo condizionati dalle scelte della federazione, a livello di tempistiche, di politiche sui giovani...».
i giovani
«Noi siamo contentissimi del gruppo - prosegue Biondi -, ed è logico che, se si deciderà di mantenere un altro anno i fuoriquota, noi saremo felicissimi perché abbiamo piena fiducia nei nostri giovani. Ma se dovremo trovarne altri, è ovvio che i giovani adatti vanno cercati e assemblati al gruppo già presente. Diciamo che siamo convinti dei miglioramenti che vorremmo applicare al gruppo, ma per muoverci dobbiamo aspettare le decisioni della federazione».
«Poi dobbiamo considerare la nostra posizione e le squadre vicine, soprattutto del Veneto (Tagliolese, Scardovari e altre; ndr) che rappresentano una ovvia concorrenza - aggiunge il ds mesolano -. Nella nostra posizione, abbiamo diversi giovani che abitano vicini, ma gli uomini esperti vengono da più lontano. In un’ottica di riduzione di costi, è ovvio che è meglio scegliere persone che abitano più vicino ed alla fine sono un impegno inferiore. Ma il discorso è valido anche ad altri livelli: noi abbiamo un programma triennale che al primo anno è stato bloccato dal virus, ma che punta ad una squadra giovane, capace di crescere giocando andando a scegliere i ragazzi migliori e puntando su di loro, senza lanciarsi in gruppo con le altre solo sui giocatori affermati».
età media
«Ci stiamo lavorando - chiude Biondi -: età media bassa, giovani in crescita, lavoro importante di scouting e di crescita dei giocatori. Pur con tutti i problemi che probabilmente ci saranno per il movimento, noi ci siamo: puntiamo con forza a crescere. Lo so, non sarà facile. Però noi ci proviamo». —
alessandro bassi
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