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La minaccia dell’algoritmo: così la retrocessione sarebbe sicura

La minaccia dell’algoritmo: così la retrocessione sarebbe sicura

La federcalcio è orientata ad un “piano B” che rappresenta l’antitesi del calcio. E che non darebbe scampo alla Spal Verrà tutto deciso lunedì 8

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Oggi in Federazione si preparerà il cruciale consiglio di lunedì prossimo, l’8. Tra i temi più scottanti, quello inerente i piani “alternativi” nel caso in cui il campionato che sta per riprendere non potesse poi giungere a conclusione.

l’orientamento

Sembra ormai assodato che non ci saranno playoff e playout. O meglio: vi si potrà ricorrere solo se, a fronte di una nuova positività da coronavirus che dovesse colpire un tesserato di una squadra (con conseguente quarantena dell’intero gruppo), la serie A alla fine non dovesse ripartire per lo svolgimento dei quattro recuperi e delle restanti dodici giornate integrali. Se invece il campionato dovesse nuovamente fermarsi, dopo essere ricominciato, allora il criterio per esprimere i verdetti sarebbe un altro.

Si tratta dell’ormai famigerato algoritmo. Un procedimento ancora confuso, e molto complesso per i parametri che andrebbe a considerare (eccone alcuni: risultati ottenuti finora, suddivisione degli stessi tra gare interne ed in trasferta, gol segnati e gol subìti), anche se la definizione di algoritmo contempla «un numero finito di istruzioni elementari, chiare e non ambigue». Ma l’applicazione al calcio si presterebbe comunque ad infinite discussioni e polemiche.

incongruenze

Le contraddizioni sono innumerevoli. Con l’algoritmo, infatti, non verrebbe assegnato lo scudetto, ma verrebbero determinati i piazzamenti per l’accesso alle coppe europee e per stabilire le retrocessioni.

All’algoritmo si ricorrerebbe solo se il campionato si fermasse con alcune squadre che hanno giocato più partite delle altre (esattamente come nella situazione attuale). Ma in base a quali criteri si potrebbe stabilire il coefficiente di difficoltà di una partita piuttosto che di un’altra? Chi dice, ed in base a cosa, che per la Spal – ad esempio – la gara di Napoli sia più difficile di uno degli scontri diretti con Genoa e Samp, o viceversa? Come si può, con una proiezione matematica, andare oltre quella che è la bellezza del calcio? Perché la Spal, alla ripresa, non potrebbe vincere gli scontri diretti e magari anche qualche confronto con le big? Solo perché i risultati ottenuti precedentemente hanno prevalentemente detto altro?

meglio giocarsela

E, si badi, non è un discorso di parte, motivato dal fatto che con il ricorso all’algoritmo la Spal proprio non avrebbe chances di salvezza. No, ci sembra piuttosto che con tale procedimento non vengano rispettati parametri di equità. Il calcio è imprevedibile, non si possono disegnare le classifiche sulla scorta di proiezioni e ragionamenti matematici.

Vada come vada. Se dovrà essere retrocessione, che sia retrocessione. Ma, arrivati a questo punto, l’interesse della Spal è che si giochi. Sul campo. Tutto il resto sarebbe caos in aggiunta all’infinito caos cui si è assistito finora. –

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