Binotto: «Leclerc e Sainz il nostro dream team Vettel? Siamo stati corretti»
Il team principal della Ferrari dopo il lockdown prepara il via al mondiale di Formula 1 «Le nuove regole? Tutti abbiamo accettato compromessi. L’unico no è arrivato da Mercedes»
L’intervista
Negli ultimi due mesi e mezzo, Mattia Binotto ha dovuto trovare un nuovo pilota Ferrari, prepararsi a un campionato mondiale tra i Paesi ostaggio del coronavirus e scrivere, assieme agli altri team, le regole della nuova Formula 1. «Ho anche risolto la lista di cose da fare che mia moglie mi aveva dato anni fa – sorride il team principal della Ferrari –. La lunga pausa a casa, per me che viaggio da un punto all’altro del pianeta, mi ha ricaricato. Sono stato in famiglia, ho lavorato lo stesso e ho recuperato energie fisiche e mentali». Parla dal suo ufficio a Maranello, nella nuova gestione sportiva, collegato in videoconferenza.
I momenti più difficili?
«In certi momenti ci siamo battuti da soli per cose che ritenevamo giuste. Il compromesso trovato sui limiti alla spesa e allo sviluppo ha avuto un grande contributo da parte della Ferrari».
C’era un argomento su cui avrebbe posto il veto?
«No. Non è il modo giusto di approcciare una trattativa. Abbiamo messo il nostro senso di responsabilità. Il regolamento che abbiamo tutti votato per tanti versi ci sfavorisce, però va a beneficio dell’intera F1».
Non siete riusciti a far passare la gara sprint.
«Sono deluso, abbiamo perso una bella opportunità. Se corri due volte lo stesso Gran premio a distanza di una settimana, come in Austria e in Inghilterra, il rischio è che la seconda gara sia una ripetizione della prima. Abbiamo pensato a un formato diverso, c’era un’idea sul tavolo (griglia di partenza invertita rispetto alla gara 1, ndr): F1, Fia e nove team su dieci erano d’accordo. È bastata l’opposizione di una squadra (la Mercedes, ndr) per bloccare la proposta. Un vero peccato per i fan e per il nostro sport. Mi spiace molto, perché abbiamo tutti accettato compromessi in questo periodo».
La scelta di Carlos Sainz al posto di Sebastian Vettel?
«È giovane malgrado abbia cinque stagioni alle spalle e rientra nel nostro progetto di squadra che cresce e può diventare vincente in modo stabile. Condivide il nostro spirito: con Charles forma una bellissima coppia».
C’è mai stata una candidatura Giovinazzi?
«Antonio è pilota della nostra Academy, ma è ancora presto per lui. Passare direttamente alla Ferrari dopo la prima stagione in Alfa Sauber sarebbe stato prematuro: gli avrebbe messo troppa pressione».
La Mercedes ironizza su questa scelta anticipata: Vettel per tutto il campionato sarà un separato in casa.
«Mi fa piacere che la Mercedes abbia sempre opinioni su di noi. Anch’io sono sorpreso che non abbiano ancora firmato il contratto con Hamilton, noi l’avremmo fatto molto prima. Abbiamo deciso così per senso di trasparenza nei confronti di Sebastian: deve pensare al suo futuro, non potevamo ritardare la decisione. La nostra scelta è stata corretta nei suoi confronti, e ci fa onore».
Se lo vede in Mercedes?
«È un quattro volte campione del mondo, merita un top team. Se andasse in Mercedes sarei contento per lui».
Testimonial di Armani, molto presente sui social e in tv: Leclerc studia da personaggio?
«Le sue doti di pilota le abbiamo viste. È proiettato verso un grande futuro e sta migliorando su tutti i fronti. Lo seguiamo nella comunicazione: anche questo è un percorso di crescita. Per diventare un personaggio completo deve vincere, è fondamentale».
Quando vi siete sentiti l’ultima volta e che cosa vi siete detti?
«Giovedì, abbiamo parlato del test a Fiorano che farà prima di andare in Austria. E l’ho ancora ringraziato per la sua adesione spontanea al programma di riduzione degli ingaggi».
Che campionato dobbiamo aspettarci?
«Un campionato anomalo: in parte a porte chiuse, con un calendario rivisto e compresso, i team in difficoltà economica perché non ricevono le entrate previste, che siano quelle di Liberty Media o degli sponsor. Ma ci apprestiamo ad affrontarlo al meglio con entusiasmo. Il ritorno alla normalità ci fa piacere».
La Ferrari comincia con quali prospettive?
«Un inizio difficile. La macchina sarà la stessa che avevamo portato in Australia, perché poi c’è stata la chiusura obbligatoria degli stabilimenti. I test invernali non sono stati soddisfacenti».
Non sapete ancora dove festeggete il 1000º Gp della Ferrari.
«Vero: sarà il nono di quest’anno. Con il calendario attuale a Monza correremo il 999°».
Potrebbe essere al Mugello?
«Sì, noi ci lavoriamo e abbiamo dato la disponibilità (l’autodromo è di proprietà Ferrari, ndr)».
Le risorse risparmiate in Formula 1 saranno impiegate in Formula Indy e 24 Ore di Le Mans?
«Ci stiamo guardando intorno. Il budget cap e il regolamento dal 2022 riducono la capacità di sviluppo. Negli ultimi anni abbiamo investito sul nostro personale e non intendiamo perdere questo patrimonio di conoscenza».
Che cosa prevede il protocollo di sicurezza contro il Covid-19?
«La Fia ci sta lavorando. L’obiettivo primo è assicurarsi che nel paddock non ci siano casi di positività. Chi entra nell’area protetta deve rimanere in una sorta di bolla, isolato dall’esterno. Il rischio deve tendere a zero. Ci fosse un solo caso, fosse anche un pilota, la squadra potrà impiegare una riserva e correre lo stesso».
Dica la verità: se fosse ancora direttore tecnico si sarebbe risparmiato tanti mal di pancia?
«Avrei avuto comunque grandi responsabilità. E poi mi piace entrare nei processi decisionali. L’effetto collaterale è che adesso mia moglie sta preparando una nuova lista di cose da fare». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google