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La ricetta di Ricci: più gironi e selezioni con tanti eleggibili

alessandro bassi
La ricetta di Ricci: più gironi e selezioni con tanti eleggibili

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Storicamente Mario Ricci, responsabile ferrarese per il calcio giovanile, non è mai stato tipo da no comment. Anche in un momento decisamente difficile come questo, comunque, trova degli spunti di grande interesse. Da profondo conoscitore qual è della situazione del calcio giovanile.

Cominciamo subito: analisi del momento e situazione complessiva. «Sarebbe il caso, finalmente, di decidere qualcosa per partire da una base precisa, specifica e costruire senza perdere tempo» dice Ricci. Sì, ma è necessario avere una base comune: «È vero. Ma si può già cominciare a ragionare su cose semplici. Per esempio: specialmente a livello giovanile, meglio proporre più gironi. Trasferte più corte e meno problemi legati ai mezzi di trasporto. Per una squadra di ragazzini può bastare un pulmino e due macchine, in condizioni normali adesso: al massimo cinque sui pulmini, quattro se della stessa famiglia in auto. Dopo serviranno il doppio dei mezzi per le trasferte. Bisognerà tenerne conto».

quote

«Va poi tenuto in conto il discorso delle quote versate dalle famiglie per l’attività giovanile - aggiunge Ricci -. Se molti genitori comprenderanno di non poter versare le quote, molte squadre potranno essere eliminate e magari delle società saranno costrette a chiudere. Io sento e parlo ogni giorno è c’è una certa incertezza, anche se la situazione non è ancora difficile. Ma per evitare che lo diventi, servono delle scelte che si possono fare abbastanza in fretta».

passaggi

Si parla molto di passaggi di età da fermare, per non far perdere crescita ed esperienza ai ragazzi. «Non credo che questo sia un problema tremendo - spiega Ricci -: i ragazzi stanno due anni nelle categorie di pertinenza, alla fine il lockdown ha tolto metà stagione. Non è positivo, ma è uguale per tutti, ed il percorso è comunque sviluppato in modo accettabile. Quelli del secondo anno in categoria hanno perso la fase finale, quelli del primo anno potrebbero perdere una fase del primo ed avere tutto il secondo anno per svolgere la corretta attività. Ma ci sono anche tanti altri problemi. Per esempio, gli spogliatoi: quelli degli impianti del settore giovanile sono generalmente piuttosto piccoli. Arrivare pronti, magari andare a fare la doccia a casa non aiuta a fare spogliatoio, a fare gruppo. E complica i rapporti con i genitori, che sono sempre molto interessati a seguire i ragazzi. Però a questo punto dovremmo andare ad iniziale un discorso importante e molto lungo sugli impianti sportivi: Ferrara, in questo senso, è una vera cenerentola non solo in regione, ma anche ad altri livelli». E le rappresentative? Lo scorso anno erano previste quelle dei ragazzi del 2005 e del 2007. Quest’anno saranno i ragazzi del 2006 e 2008. «Ma stiamo pensando di schierare dieci ragazzi dello scorso anno e dieci di quelli eleggibili quest’anno. Vedremo». —

alessandro bassi

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