La Nuova Ferrara

Sport

Spal con dignità tra i prestigiatori Mattioli farà parlare solo il campo

m.n.

La Lega e quell’idea di protezione estrema: nessuna caduta in B Una richiesta destinata ad essere bocciata ma che fa discutere 

2 MINUTI DI LETTURA





lo scenario

Un sistema di prestigiatori, tuona Oreste Vigorito. Che aggiunge: «Appaiono e scompaiono testi e ipotesi». Il riferimento è all’ultimo atto consumato venerdì dall’assemblea della Lega A: niente algoritmo e, qualora il campionato di massima serie dovesse interrompersi, nessuna retrocessione. E neppure scudetto assegnato. Per decidere i posti nelle coppe, la differenza punti sommando media casalinga ed esterna.

Domani il Consiglio Federale dovrà esaminare questa controproposta ma appare pressoché certo che Gravina la boccerà in pieno. Il presidente federale è sempre stato un fautore delle «retrocessioni eccome, altroché annullate», inoltre non intende aumentare il numero di club in A. E siccome il Benevento di Vigorito - almeno lui - stramerita la promozione dalla B sarebbe difficile arginare le proteste. Non si trascuri il fatto, poi, che proprio la Federcalcio ha cassato la serie C che bloccando la stagione aveva annunciato che nessuna squadra sarebbe scesa di categoria. Scatenano il putiferio in D.

pericolanti

Rimane, al momento, la richiesta di una Lega A che ha trovato l’unanimità sul questo piano B. La Spal è ovviamente interessata, ma sa bene che la salvezza va conquistata sul campo. Tanto è vero che il club biancazzurro non è stato tra coloro che hanno spinto la mozione. Le più agguerrite risultano essere Sampdoria, Torino, Udinese, alle quali si sono accodate Lecce e Genoa. Tutte le pericolanti: il particolare non sfugge. Il Cagliari, un filo più sobrio, ha proposto due retrocessioni anziché tre. La Spal di Mattioli e il Brescia, attualmente rispettivamente penultima e ultima, hanno seguito il dibattito con dignitosa consapevolezza. Loro sanno che la battaglia va decisa sul prato. Ad ogni modo, domani la Lega proporrà il blocco qualora non venisse completato il calendario e non ci fossero già verdetti matematici. Sedici club favorevoli, tre astenuti (Roma, Lazio e Napoli), uno contrario (Milan).

l’impresa

Dal Pino (presidente Lega A) ed i consiglieri Marotta (Inter) e Lotito (Lazio) hanno però davanti un muro. In Consiglio Federale, ad oggi, partono battuti per 18-3. In altre parole, la votazione di questo piano conterebbe soltanto sui voti della Lega di A stessa. Le altre componenti sembrano bocciarla in toto. La Lega B ha un voto, la Lega di C tre; ben sei i dilettanti (e qui ci sarebbe da discutere sul peso così ampio della Lnd in un dibattito totalmente professionistico). Un voto per gli arbitri, quattro per i calciatori, due per gli allenatori. E siamo a diciassette. Il diciottesimo voto è del presidente Gravina. Margini per spuntarla pochissimi. Meglio che le pericolanti cerchino punti facendo gol, piuttosto che inseguire giochi di prestigio. —

m.n.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google