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Addio al Fedia. L’attività femminile passa interamente al Cus Ferrara

Dario Cavaliere
Addio al Fedia. L’attività femminile passa interamente al Cus Ferrara

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Ciao ciao Fedia. Una notizia importante va a movimentare il rugby femminile di casa nostra. Il Badia – per motivazioni interne alla società polesana – ha deciso di non seguire più il settore femminile che di fatto passa in toto al Cus Ferrara, che addirittura pare intenzionato a rilanciare, investendo sul rugby in rosa.

la strategia

Quello che era nell’aria è stato dunque ufficializzato e dopo “Ferlì” che qualche stagione addietro racchiudeva nella massima serie il sodalizio tra Ferrara e Forlì, dimenticheremo quindi anche “Fedia” che era la comunione di intenti tra Ferrara e Badia nell’attuale serie A.

«Come società abbiamo deciso di farci carico dell’attività futura – dice Piero Tellarini, direttore tecnico del Cus Ferrara rugby – e proveremo anche ad andare oltre, cercando di far diventare il settore femminile un valore aggiunto nonché volano di attenzione nei confronti del territorio. È un peccato che Badia abbia detto stop perché va a interrompere una filiera che portava linfa al movimento non solo locale (ricordiamo che il Fedia è campione italiano Under 18 per il 2019; ndr), ma aiuta in un certo senso Ferrara a dedicarsi in autonomia al settore femminile. Venerdì alle 18. 30 riprenderemo l’attività di gruppo in campo, seguendo i nuovi protocolli federali, poi – conclude Tellarini – davanti ad una pizza faremo il punto della situazione con le ragazze».

logistica e reazioni

Se prima gli allenamenti erano divisi tra Ferrara e il Polesine, adesso tutto sarebbe svolto all’ombra delle 4 Torri. «Sostenere l’intera attività a Ferrara non credo sia un problema per le ragazze badiesi – dice Marco Crivellaro, allenatore del Fedia la passata stagione, assieme a Luca Rizzati –. Parecchie sono senior e quindi autonome, per le altre confido anche nella buona volontà di qualche genitore e del gruppo di accompagnatori che da sempre seguono la squadra».

«Ci sono rimasto male alla notizia dello stop deciso da Badia – prosegue Crivellaro –. Sono stato tra gli artefici della nascita del settore nella società rodigina e avrei sperato di continuare tenendo vivo anche il nome di Badia, ma non è possibile. A tutti i livelli se non investi in qualcosa, prima o poi chiudi bottega».

venerdì in campo e organico

Tra sosta per il 6 Nazioni e poi stop a causa dell’emergenza coronavirus le ragazze mancano dall’agonismo da metà gennaio ed hanno una voglia matta di ricominciare. Venerdì sarà anche l’occasione per fare la conta in vista della prossima stagione. Le giocatrici di Bologna paiono intenzionate a rientrare sotto le Due Torri e giocare con la rinata formazione frutto dell’unione tra Fenici, Castel San Pietro, Cinghiale del Secchia e Pieve di Cento. Voci di corridoio vorrebbero poi le “Velenose doc” Giulia Castaldini e Giada Ozzarini in forte dubbio, così come Ghiraldello per problemi fisici. Sulla via del rientro, invece, Giulia Rossi dopo l’infortunio.–

Dario Cavaliere

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