Spal, un nuovo regolamento da capitalizzare
In campionato, alla ripresa, cinque sostituzioni a partita L’organico ampio favorirà le mosse di mister Di Biagio
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Tra le tante anomalie del campionato che andrà a riprendere, bisogna mettere in conto anche la novità delle cinque sostituzioni (anziché le abituali tre) a partita. Fino al termine della stagione, infatti, la regola cambia, in deroga: pure in serie A (e in B) ogni squadra potrà effettuare fino a cinque cambi per match (come stava già abitualmente avvenendo in C ed in tutti i campionati dilettantistici). La modifica al regolamento è stata ratificata ed ufficializzata nei giorni scorsi dalla Federcalcio.
In assoluto è un assurdo. Non è calcio, diventa una parodia dello stesso. Bisogna però contestualizzare, tenere presente il momento, la preparazione ridotta dopo un lunghissimo periodo di stop, così come non si può dimenticare che si giocherà ad un ritmo frenetico, ogni tre giorni, ed in piena estate, con temperature spesso impossibili. Da tutto ciò deriva la necessità di una maggior rotazione dei giocatori.
Come prescritto dal comunicato ufficiale 206/A (in deroga, appunto, al regolamento standard), sarà ammesso «un numero massimo di cinque sostituzioni», con modalità precise: i cambi potranno essere effettuati utilizzando al massimo tre interruzioni della gara, oltre all’intervallo tra i due tempi di gioco, e questo al fine di limitare le interruzioni della partita. Se poi le squadre procederanno contemporaneamente ad una sostituzione, allora questa sarà considerata una delle tre opportunità per ciascuna formazione.
In tale quadro generale, si inserisce ciò che qui interessa maggiormente, cioè come la Spal vivrà tale particolarità.
Consideriamo che, potenzialmente, i biancazzurri possono proporre due schieramenti. Tracciando due ipotetici 4-3-3, e cercando di delineare degli undici equilibrati e competitivi, abbozziamo queste formazioni:
Berisha; Cionek, Vicari, Bonifazi, Fares; Murgia, Dabo, Valoti; Strefezza, Petagna, Di Francesco
Demba (Letica); Sala, Tomovic, Felipe, Zukanovic; Missiroli, Valdifiori, Castro; D’Alessandro, Cerri (Floccari), Reca
E resterebbero fuori Salamon e Tunjov.
Al netto di infortuni (il dazio, salatissimo, è già stato pagato. . . ) e squalifiche, è evidente come l’organico spallino si presenti abbondante, ricco, con varie alternative in tutti i ruoli. Un vantaggio, un argomento da sfruttare per mister Di Biagio. Che dovrà capitalizzare al meglio la gamma di soluzioni, e trarre profitto dal turn over (sia a gara in corso che di partita in partita) che avrà la possibilità di effettuare. Se molti giocatori dell’organico hanno avuto uno spazio considerevole e costante, altri – per motivi diversi – non lo hanno trovato. Ma nelle dodici giornate che dovranno essere disputate potranno recuperare il terreno perduto. Ecco allora che Sala come terzino destro rappresenterà una soluzione sia di ruolo – senza dover adattare Cionek, che pure il ruolo lo conosce – sia utile per dare caratteristiche diverse alla posizione. A centrocampo Dabo, arrivato a gennaio e sempre titolare fino all’infortunio muscolare, vorrà riconquistare il territorio che aveva già marcato, mentre Castro sarà impegnato a sfruttare una condizione che si auspica migliore. D’Alessandro, recuperato dopo il lungo infortunio, si porrà come alternativa a Strefezza, ma anche come elemento poliedrico in grado di garantire cambi di assetto tattico in base alla posizione in cui verrà impiegato. Discorso simile per Di Francesco, frenato da troppi guai muscolari e ora smanioso di trovare minuti, potendo giocare nel 4-3-3 (ala sinistra), nel 4-3-1-2 (seconda punta), nel 4-2-3-1 (a sinistra nei tre dietro la punta centrale).
Insomma, una Spal che appare ben attrezzata.
Il tutto, sempre ammesso che il campionato possa andare a compimento. C’è infatti un grido d’allarme autorevole, da non trascurare. Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma (e membro della commissione medica della Federcalcio), ha espresso un’opinione precisa circa la ripresa: «Per fare in modo che il campionato potesse completarsi senza problemi c’era la necessità di un ritiro di due-tre settimane. Oggi invece si dispone che tutti quelli che fossero contatti diretti di un eventuale positivo al virus dovranno essere messi in quarantena. Ma così si metterebbe in discussione la partecipazione di quella squadra al seguito del campionato ed è questo il vero problema irrisolto».
Ecco perché non si può scongiurare il pericolo del famoso “piano B” dela Federcalcio. Quello dell’algoritmo. Che per la Spal sarebbe un “piano B” sinonimo di... B, intesa come serie, quindi di retrocessione. –
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