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Salvezza in 12 partite o ai play out Con l’algoritmo nessuna chance

p.n.
Salvezza in 12 partite o ai play out Con l’algoritmo nessuna chance

Ecco cosa può cambiare per la squadra di Di Biagio dopo le decisioni del Consiglio Federale Il club ha preso atto ma ieri non si è espresso: era alle prese con una propria riunione operativa 

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La salvezza della Spal (meglio: la rincorsa alla salvezza) si giocherà sul campo. O, almeno, si spera. Perché in caso contrario il verdetto è già scritto: retrocessione.

le decisioni

Tutto ciò è la sintesi di quanto emerso ieri dal Consiglio Federale, che ha stabilito le norme che determineranno i verdetti in caso di nuova sospensione del campionato. L’obiettivo è ovviamente quello di portare a compimento la stagione, con le dodici giornate (più quattro partite di recupero) che mancano ed un calendario che prevede la ripartenza dal fine settimana del 20 e 21 di questo mese (la Spal “debutterà il 23 a Ferrara contro il Cagliari): cose note, queste.

Ieri, finalmente, il Consiglio Federale – dopo voci, litigi, polemiche, posizioni contrapposte, mille ipotesi – ha tranciato, stabilendo i piani B e C nel caso in cui il campionato di serie A dovesse appunto fermarsi ancora. La prima opzione è quella che prevede la disputa di play off e play out per stabilire sia la vincitrice dello scudetto che le retrocessioni; ma se gli “spareggi” non si potessero disputare, per mancanza di tempo (la discriminante affinché vengano disputati è che l’eventuale blocco del campionato avvenga entro il 10/15 luglio), allora verrebbe utilizzato l’algoritmo. Ed in questo caso niente assegnazione del tricolore, ma qualificazioni alle Coppe e squadre retrocesse verrebbero determinate con la formula matematica. Che non lascerebbe scampo alla Spal. Una formula astrusa, fatta di calcoli e proiezioni, che nulla ha a che vedere con le variabili del campo, ove può accadere che una Spal batta una Juventus, o un Napoli, o un Milan, o un’Inter: in base a cosa si stabilisce che ciò non succederà?

Tant’è, questa è la realtà. Quindi la Spal sa cosa l’aspetta: tentare la grande rimonta per agganciare il quartultimo posto (bisognerà conquistare 8 punti più del Genoa, oltre che del Lecce, stando alla classifica del momento), disputando tutte le dodici giornate, oppure andare al dentro o fuori dei play off. I cui contorni ora come ora sono però ancora ignoti, visto che non ne sono state stabilite le modalità, le partecipanti, la formula. Ma sarebbe comunque una buona possibilità, per la Spal. Con più chances rispetto alla rincorsa sui citati dodici turni.

il vertice spallino

Ieri in casa biancazzurra non hanno inteso commentare le decisioni del Consiglio Federale. Da un certo punto di vista è comprensibile, nel senso che nel pomeriggio ha avuto luogo una lunga riunione operativa. La dirigenza spallina ha infatti concluso la trattativa per l’acquisizione del nuovo segretario sportivo in sostituzione di Andrea Bernardelli passato al Torino seguendo l’ex diesse Davide Vagnati. È giunta l’ufficialità di quanto ormai noto da qualche giorno: la Spal ha ingaggiato Michele Sebastiani, classe 1978, una laurea (in Economia e Commercio) nel cassetto, al Chievo dal 2003 (prima come segretario del settore giovanile poi, dal 2007, in qualità di segretario generale della prima squadra) fino appunto a qualche giorno fa. Sebastiani possiede anche l’abilitazione a direttore sportivo.

Il vertice spallino è quindi servito per delineare il nuovo assetto nella stanza dei bottoni. Ed a questo proposito, dopo quello di Sebastiani, oggi è atteso l’annuncio ufficiale dell’arrivo di Giorgio Zamuner sulla poltrona manageriale lasciata vacante da Vagnati.

aspettando giorgione

Zamuner di fatto è già entrato in casa Spal, ed ora dovrà mettersi al lavoro su vari fronti, come comporta il suo ruolo. La scelta del grande ex biancazzurro è apparsa la più logica e adatta al funzionamento ed alla progettualità del club, in una fase che al momento deve essere di conquista (della salvezza) e poi – eventualmente – di riconquista (della serie A), con il conseguente importante lavoro sul fronte del mercato, dove ci sarà molto da fare perché tra indispensabili cessioni eccellenti, fine prestiti e fine contratti l’organico verrà abbondantemente ritoccato. Ma ciò avverrà, appunto, anche in base alla categoria in cui militerà la Spal nella prossima stagione. E la determinazione comune è conservare la serie A. Con una rimonta epocale, o con i play out. La matematica venga lasciata agli scienzati.–

p.n.

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