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Aretusi e una vita spesa per il pallone «Campo e scrivania, impegno totale»

Alessio Duatti
Aretusi e una vita spesa per il pallone «Campo e scrivania, impegno totale»

Dalla parrocchia all’Olimpia. L’ingresso nel San Luca. E da anni presidente provinciale legatissimo al “collega” Braiati

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Una breve parentesi (da dirigente), una grande (da delegato). Ma Giovanni Aretusi nel panorama dilettantistico ferrarese è stato anche calciatore. «Ho sempre amato questo sport – dice l’attuale delegato per la federazione ferrarese – tanto che prima di mettermi dall’altra parte della scrivania ho anche giochicchiato qualche anno. Dal campo della parrocchia sono finito all’Olimpia Quartesana dove sono stato circa cinque stagioni. Il mister di quella Seconda categoria era Ottavio Ferraresi: lui stesso mi aveva dato le scarpe per giocare. Facevo il difensore, ero un terzinaccio».

Altra veste

Aretusi, andato in pensione in età decisamente giovane rispetto alle attuali prospettive delle nostre generazioni, si è poi voluto reinventare: «Ho deciso di impiegare il mio tempo sempre nel calcio. Un giorno dal San Luca mi è arrivata la proposta di seguire da dirigente tutto il settore giovanile scolastico ed è stata una prima bellissima esperienza. Poi Figliucci, un amico che giocava nel Baracca Lugo, nei primissimi anni 2000 mi ha proposto di entrare in federazione. Il mio impegno è sempre stato totale».

«Col passare degli anni – ha spiegato Aretusi – ho capito e metabolizzato il ruolo del delegato che ricopro tuttora. Nella mia vita ho sempre lavorato nell’informatica sin dagli anni Settanta, per cui ho cercato di migliorare la gestione anche sotto questo punto di vista e devo dire che mi sono sempre sentito a mio agio anche grazie all’aiuto di tutti i collaboratori che manifestano quotidianamente amore per il calcio».

Amicizia e stima

Uno di questo è Paolo Braiati, ferrarese presidente del Crer: «Siamo praticamente partiti parallelamente con le nostre esperienze. Siamo quasi come due fratelli perché ci capiamo, ci diamo suggerimenti e cerchiamo di affrontare ogni problematica assieme. Il rapporto è più che ottimo».

Lo stesso che Aretusi nella sua storia dice di aver avuto con le società ferraresi: «Mi sono sempre sentito accettato, i presidenti mi tengono in considerazione, abbiamo un bel rapporto tanto che mi vedo come una sorta di confessionale. Sono tre mesi che mi mancano anche le telefonate del lunedì con le critiche agli arbitri (ride; ndr), ma devo dire che tutti si sono sempre posti bene a parte qualche piccola sgradevole situazione che negli anni ho dovuto tranquillizzare».

«Politicamente – ha aggiunto il delegato – per andare verso le esigenze di tutti i club ho voluto una semplificazione della burocrazia e penso che quest’azione sia riconosciuta».

Globalità futura

Aretusi non si è voluto soffermare su giocatori, allenatori o squadre speciali che hanno contraddistinto da osservatore e addetto ai lavori il suo percorso «perché i complimenti vanno sempre fatti a tutti. Anche chi arriva ultimo merita una menzione per la sportività». Ora è tempo di proiettarsi verso un futuro ancora piuttosto incerto: «Sarà un anno particolare per tutti, anche perché la vera certezza di libertà si avrà quando la pandemia sarà definitivamente passata o se ci sarà un vaccino. I ferraresi hanno carattere, affronteremo e supereremo anche questo come calcio locale. Tutti sono disponibili a ripartire».

«A breve, quando ci saranno notizie più certe, organizzerò una riunione con tutte le società - promette Giovanni Aretusi -. Magari all’aperto, in un campo sportivo, e lì ascolteremo i suggerimenti di tutti per valutare poi il da farsi». —

Alessio Duatti

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