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Bergossi suggerisce lo sprint «Punti subito e poi l’impresa»

valentina cristiani
Bergossi suggerisce lo sprint «Punti subito e poi l’impresa»

L’ex attaccante spallino, ora procuratore, analizza la corsa salvezza in vista della ripartenza Per coltivare le speranze sarà indispensabile fare risultato nelle prime due-tre partite 

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l’intervista

Seconda punta, abile nel partire palla al piede in velocità e pronto a mandare in rete il suo compagno di reparto, l’ex attaccante spallino Alberto Bergossi ora è un affermato procuratore sportivo. Nove le sue reti nelle due stagioni biancazzurre (1980-1982).

Bergossi, il ricordo indelebile di quegli anni?

«Il ricordo più bello riguarda il 3-2 in Spal-Cagliari di Coppa Italia: sotto di due reti ribaltammo il risultato qualificandoci al turno successivo. Gli amici con i quali successivamente sono rimasto in contatto sono Ferrari, Maritozzi e Tagliaferri, quest’ultimo purtroppo scomparso prematuramente».

Partiti bene la prima stagione, poi da gennaio il declino con la vittoria che non arriva negli ultimi 13 turni. Come se lo spiega?

«In quella stagione in effetti iniziammo molto bene, poi la squadra era abbastanza giovane e nel girone di ritorno calammo fisicamente facendo fatica a segnare».

La retrocessione in C1, della sua seconda stagione spallina, fu dovuta al forte rinnovamento della formazione?

«Nella stagione successiva cambiammo diversi giocatori e subentrarono anche problemi legati allo spogliatoio».

Com’è cambiato il suo ruolo nel corso degli anni? C’è un attaccante, con le sue caratteristiche, che considera il suo erede?

« Oggi il calcio è più fisico e meno tecnico, più veloce e meno preciso. L’attaccante è sicuramente più tutelato dal punto di vista fisico, nel senso che il difensore deve fare più attenzione per non prendere cartellini. Ci sono tanti giocatori con le mie caratteristiche, sono stato un buon giocatore ma non al punto di avere un erede».

Pensa che si possa riuscire a far ripartire il calcio in totale sicurezza?

«Sì, penso che con i protocolli che sono stati attuati il campionato possa terminare».

Già 9 infortuni muscolari tra tutte le squadre di serie A prima della ripresa del campionato. È una situazione che deve preoccupare?

«Gli infortuni dopo tre mesi di inattività possono essere più frequenti, perciò saranno agevolate le squadre con una rosa ampia».

L’algoritmo di Gravina danneggerebbe la Spal, a suo avviso?

«La Spal purtroppo è in una posizione difficile. L’algoritmo non modificherebbe di tanto la classifica».

Se fosse il procuratore di Petagna gli consiglierebbe di andare al Napoli subito o di terminare il campionato con la Spal?

«A Petagna consiglierei di finire la stagione con la Spal e di cercare, come ha sempre fatto, di dare il proprio contributo per poi andare a Napoli con la convinzione di aver fatto sino in fondo il proprio dovere».

La Spal si salva se...?

«Se riesce a fare punti nei primi 2/3 turni, diversamente il distacco dalla salvezza si farebbe incolmabile. E Di Biagio mi sembra la persona giusta per provare a fare l’impresa».

Cosa ne pensa dell’ex Giorgio Zamuner come prossimo diesse spallino?

«Se dovesse essere Zamuner il direttore, penso sarebbe una scelta azzeccata: professionalità, competenza e attaccamento alla Spal, ingredienti indispensabili per farsi apprezzare».

Dal 1992 è agente di calciatori. Come cambia la prospettiva vista dagli occhi del procuratore?

«Presumibilmente il covid inciderà in modo negativo per un certo periodo sulla valutazione dei giocatori e di conseguenza sugli ingaggi degli stessi». —

valentina cristiani

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