Floccari: «La normalità è diversa per ognuno di noi Vallo a dire ai bergamaschi»
L’attaccante spallino riflette sull’importanza del calcio Sarà tutto diverso e per il futuro magari potrà scendere in campo per un’altra stagione
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«Fare una preparazione a maggio e poi smettere è da pazzi» lo dice un po’ scherzando ed un po’ no il 39enne Sergio Floccari, che causa coronavirus sta pensando di allungarsi la carriera per un’altra stagione. «Ora sto facendo un ritiro e mi conviene tirare lungo fino all’anno prossimo. Al di là di questo, fin quando c’è la passione, ci si diverte e si riesce a restare competitivi, penso si debba continuare a giocare. Questo è il lavoro più bello del mondo e continuerò a farlo finché sarà possibile. Poi è chiaro che non decido solo io e bisognerà vedere se la mia volontà coinciderà con le idee della società. Ma questo lo capiremo insieme».
Non dà l’idea di volersi staccare dal mondo del calcio... «Immagino di provare a rimanere in questo mondo. Non da allenatore, ma più come una figura dirigenziale. Studiando, perché per ogni ruolo serve tanto lavoro. Ho un bagaglio importante in termini di esperienza ma bisogna migliorare le conoscenze specifiche. Un percorso importante lo vedo così: esperienza, conoscenza e studio» .
Questo il succo dell’intervista rilasciata dalla punta spallina a Fanpage. «Alla ripresa mi aspetto un calcio diverso - spiega Floccari -; torneremo in campo in un periodo in cui il clima sarà caldo e umido. Giocare in piena estate sarà nuovo per tutti. È vero che in genere iniziamo la stagione sempre a luglio, ma un conto è fare la preparazione, un conto è ritrovarsi a metà del girone di ritorno. Non mi piace dire che il calcio aiuti le persone a tornare alla normalità. La sento spesso questa frase in giro, ma non è così. Tornare alla normalità è diverso per ognuno di noi. Vallo a raccontare alle famiglie di Bergamo che io riprendo a giocare e loro tornano alla normalità. Vallo a raccontare a chi ha perso la mamma o il papà. Le persone hanno la loro sensibilità e hanno vissuto dei drammi». —
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