Mora, il capitano dei mondi possibili L’ex spallino si è laureato in filosofia
Tre stagioni a Ferrara col doppio salto dalla Lega Pro alla Serie A Ora allo Spezia, il centrocampista ha terminato il ciclo di studi «Io fancazzista nell’anima»
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La Punto a metano, capelli lunghi e barba. Quell’aria un po’ anticonformista... Soprattutto tra i protagonisti assoluti che hanno portato la Spal dalla Lega Pro alla Serie A in due stagioni, con salvezza nell’anno da matricola. Luca Mora ha lasciato il segno in biancazzurro, prima di passare allo Spezia nel gennaio del 2018.
Ora, l’ex capitano dei biancazzurri, è anche un laureato. “Modalità e mondi possibili” la tesi presentata all’ateneo di Parma che gli è valsa la laurea in filosofia con 108/110. A 32 anni il centrocampista macina chilometri in B con lo Spezia, intanto ha terminato il corso di studi. «Ho cominciato la facoltà a 19 anni a Verona, quando giocavo nel Chievo - ha spiegato alla Gazzetta dello Sport -, e ho finito ora a casa mia a Parma sfruttando lo stop causa coronavirus. Sono un po’ fancazzista nell’anima, mi godo la vita. Di solito uno studia e per divertirsi gioca, per me il calcio è un lavoro e ho voluto aggiungere questa soddisfazione».
In casacca spallina ottantadue gettoni di presenza e dodici gol, la soddisfazione di essere il capitano nel ritorno in A dei biancazzurri dopo quarantanove anni: 0-0 all’Olimpico contro la Lazio (20 agosto 2017).
L’avventura di Mora al momento continua a scorrere in Liguria (lo Spezia è a soli 5 punti dalla zona A) ma il futuro potrebbe essere da sindacalista. Tipo l’Assocalciatori. «Li ascolto volentieri - dice Mora - ma il sindacato è un mondo difficile. Ho giocato dalla C2 alla A, le categorie cambiano e ci sono tante necessità da mettere insieme». —
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