Miozzi, lavoro oscuro e passione «Ma è D’Auria il valore aggiunto»
Consigliere della società e consulente finanziario del presidente Il dirigente biancazzurro orgoglioso per la solidità della struttura
l’intervista
Consigliere del Kleb Basket, consulente finanziario da anni del patron biancazzurro Francesco D’Auria. Grande appassionato di pallacanestro. Si tratta di Marco Miozzi, che non vive sotto i riflettori come altre componenti del mondo Kleb, ma senza il suo preziosissimo lavoro, beh, molto di quanto si vede davanti alle telecamere non ci sarebbe.
«Il mio è un lavoro oscuro - conferma Miozzi -, questo non significa che io e il presidente Francesco D’Auria non ci confrontiamo quotidianamente su quello che è l’aspetto finanziario, che è altrettanto importante: se non ci fossero la liquidità o le risorse finanziarie, sarebbe difficile sposare questo progetto. Io e Francesco lavoriamo costantemente per le risorse finanziarie, che non sono solamente gli sponsor».
Le banche
«Io vengo proprio da questo mondo e avere degli istituti di credito che credono nel nostro progetto, potendo pure smuovere risorse per i nostri sponsor, è qualcosa d’importante. Da questo punto di vista siamo partiti da sottozero, perché abbiamo dovuto ricostruire tutto questo aspetto. Abbiamo fortunatamente trovato degli istituti che piano piano stanno credendo nel nostro progetto. Come azienda, il presidente D’Auria ha una propria credibilità e io come consulente finanziario pure, credibilità che stiamo portando al mondo del basket».
A dispetto di diverse società che fanno fatica a ritrovare la propria stabilità, economica e sportiva, in casa biancazzurra le cose stanno andando per il verso giusto: Ferrara da questo punto di vista è una sorta di isola felice. «Conosco uno dei membri del Consiglio di amministrazione dell’Andrea Costa Imola - ha continuato il consigliere del Kleb Basket -, che oltretutto è un funzionario di banca. Lui conosce il mio ruolo all’interno del Kleb e mi guardava con invidia, perché noi possiamo parlare di campagna acquisti, di palasport, di progetti e di quanto siano importanti i nostri tifosi. Anche noi facciamo i salti mortali per tirare fuori i soldi, però abbiamo un valore aggiunto rispetto agli altri: l’entusiasmo del presidente Francesco D’Auria che, nonostante le mille difficoltà, non si è mai placato neanche un giorno».
la struttura
«Abbiamo poi un management di prima qualità - aggiunge Miozzi -. D’accordo, “vivo” poco Franco Del Moro, Gigi Terrieri e Spiro Leka, però quelle poche volte che li sento o che ci scambiamo anche semplicemente un messaggio scopro la concretezza di queste persone e l’importanza che loro hanno per il nostro progetto, che ci porterà ancora avanti». Il Consiglio federale del 5 giugno scorso ha stabilito definitivamente la classifica finale del campionato di Serie A2 2019/2020, chiusosi per i biancazzurri poco più di tre mesi fa con il successo casalingo contro Roseto. Per il Kleb Basket è quarto posto finale, con 28 punti in classifica. Un risultato più che lusinghiero per la società del patron Francesco D’Auria, già ripartita con importanti obiettivi per la prossima stagione.
«Non promettiamo di andare in Serie A, ma di fare meglio dell’anno passato: al meglio non c’è mai limite. Conosco D’Auria da quasi dieci anni e trasmette al basket quanto trasmette alle sue società: non sta mai fermo, sposa un progetto e il giorno dopo ne sposa un altro; questa sua voglia di arrivare e di migliorarsi ha aiutato delle persone di grande spessore e ci permetterà di provare a fare meglio. L’anno passato abbiamo raggiunto qualcosa d’importante, è anche vero che la stagione è finita prima e poi sarebbe potuto succedere davvero di tutto, però noi adesso guardiamo i numeri e questi ci dicono che abbiamo chiuso al quarto posto, per noi questo è un motivo per non accontentarci, ma per provare ad arrivare terzi, che significherebbe già migliorarsi».
feeling
«L’anno passato si era creata una buona sinergia con il pubblico - sottolinea Miozzi -, purtroppo adesso ci sarà il problema di capire come i nostri tifosi potranno aiutare il basket: un aspetto fondamentale. Faccio solamente un inciso: ho guardato Juventus-Milan di Coppa Italia di calcio e giocare in uno stadio vuoto è osceno. Spero che si decida, seppur con le dovute cautele, che il pubblico possa ritornare dentro il palasport, parliamo di una cosa fondamentale per gli stessi tifosi».
La squadra
«Come sapete tutti, il nostro valore aggiunto è coach Spiro Leka che, se anche avesse deciso di cambiare tutti, avrebbe avuto carta bianca. È chiaro che essere ripartiti dal nostro zoccolo duro è qualcosa che mi riempie di gioia e mi inorgoglisce, anche perché sono uomini prima ancora che giocatori di basket. Sono davvero molto legato a Tommaso Fantoni e Alessandro Panni, che ormai rappresentano la storicità del nostro roster. L’aver confermato lo zoccolo duro degli italiani ci fa già partire con un vantaggio – ha chiuso Marco Miozzi -: inoltre non avremo il problema di amalgamare la squadra e anche i due americani si inseriranno in una struttura già consolidata. E poi il nostro valore aggiunto è D’Auria». —
Lorenzo Montanari
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