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L’accorato appello del dirigente Ricci «Alle società adesso va dato aiuto»

a.b.

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Se il discorso per le prime squadre è sempre nebuloso, per il settore giovanile non è così: ma se la nebbia è poca, i nuvoloni temporaleschi sono comunque enormi, neri e gravidi di grandine. Ne abbiamo parlato con Mario Ricci, che segue il calcio giovanile a Ferrara.

Ricci è noto per essere un acceso polemista, ma stavolta la sua analisi è lucida, fredda e circostanziata. «È inutile che ci giriamo attorno: alle società serve aiuto. E non si parla di spiccioli a pioggia: serve un intervento serio e rilevante da parte delle istituzioni e magari anche dalla Federazione. Parlo di istituzioni, perché voglio far capire che l’attività sportiva giovanile è un discorso che va ben oltre il campionato vinto. Il calcio e lo sport giovanile locale sono un discorso sociale fondamentale per la crescita dei ragazzi».

«Qualche anno fa, e mi limito a questo esempio - spiega Ricci -, c’era qualche ragazzo figlio di coppie separate. Adesso sono molti di più, e nella società trovano la possibilità di una struttura sociale stabile a cui riferirsi e che aiuta la famiglia di origine. E poi il discorso che si fa di solito, della crescita fisica, intellettuale, relazionale dei ragazzi in un gruppo di loro pari e in una struttura affidata a persone preparate. E di solito ci si limita a questo, che è il più evidente. Ma il calcio giovanile, lo sport giovanile, ha un valore molto più ampio, che le istituzioni devono considerare e non trascurare».

interventi

Ma ci sono delle possibilità di chiedere aiuto? «Adesso ci sono le decisioni del Governo e della Lega che presuppongono le possibilità di aiuto. Per capirci, prima di rinunciare a portate i ragazzi a praticare lo sport o prima di rinunciare a continuare l’attività per quanto riguarda le varie società, meglio informarsi, chiedere. Se ci sono delle possibilità di avere aiuto, e queste possibilità possono esserci, meglio cercare di vedere se sono accessibili prima di rinunciare. È importante per il bene dei ragazzi, delle famiglie e delle società. Di questi tempi ci sono famiglie che hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, ma è possibile cercare aiuto per non costringere a rinunciare alla partecipazione».

Ma le istituzioni sono fondamentali... «Sicuramente sì - dice Ricci -. Basta guardare agli impianti sportivi. Se si deve utilizzare un impianto, deve essere a norma, curato. Le società fanno il possibile, ma serve anche un grande impegno da parte delle istituzioni locali».

ricambio

«Infine - conclude Ricci - serve un ricambio e non solo per chi è stanco ma anche per chi non c’è più. Mi spiego: la scomparsa, per esempio, e cito i primi due che mi vengono in mente di Pippo Berneschi e di “Pano” Conti, sono e saranno pesantissime, e non solo perché vengono a mancare persone squisite e di enorme valore, ma per il fatto che, fino a quando non saranno sostituiti al meglio, verranno veramente a mancare al movimento. E sono quelle situazioni che non si risolvono in poco tempo». —

a.b.

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