Buffon è ancora a caccia di record Mai nessuno ha vinto alla sua età
IL PERSONAGGIO
torino
Collezionista di record. Gigi Buffon ne conta già 20: dal primato di presenze in campionato e in Nazionale all’imbattibilià più lunga d’un portiere in Serie A.
A 42 anni abbondanti, però, non è finita e già domani può agguantarne uno prestigiosissimo, completamento d’un altro appuntato sul petto: lui che può vantarsi del più alto numero di scudetti (9, più 2 cancellati dalla giustizia sportiva) può diventare anche re delle vittorie in Coppa Italia. Ne ha già alzate 5, perciò, se dovesse battere il Napoli, agguanterebbe Roberto Mancini in vetta alla speciale graduatoria: l’ex Ct ha infatti festeggiato in 6 occasioni, 4 con la Sampdoria e 2 con la Lazio. Un feeling straordinario, il suo, con la competizione, vinta ancora 4 volte da tecnico.
Il record, intendiamoci, non rischia d’essere strappato, ma da vent’anni resiste in solitudine. Per Gigi sarebbe il secondo importante “aggancio” stagionale dopo quello a Paolo Maldini: 647 partite in Serie A.
Campione di longevità
Non è tutto. Se solleverà la Coppa Italia nel cielo di Roma, il portierone scolpirà il suo nome nella storia come il più anziano a vincere un trofeo nazionale. Soltanto due calciatori, colleghi di ruolo, Marco Ballotta e Francesco Antonioli, entrambi pensionati, lo precedono infatti per longevità nella classifica di sempre, ma i loro ultimi trofei risalgono a un’età antecedente a quella del bianconero: 42 anni e 140 giorni. Non sono gli unici primati in palio, semplicemente sono i più immediati. Perché lo scudetto blinderebbe il record tricolore e la Champions varrebbe la leggenda: il più vecchio a vincerla è stato sempre Paolo Maldini con il Milan a 38 anni e 331 giorni nella stagione 2006-2007. E la sola presenza in finale permetterebbe di spodestare Dino Zoff che si congedò a 41 anni e 856 giorni dopo aver difeso la porta bianconera ad Atene contro l’Amburgo, vittorioso per 1-0, il 25 maggio 1983. In Champions, però, il percorso non è tracciato: titolare è Wojciech Szczesny, con Gigi destinato a subentrare solo in caso di emergenza, mentre la Coppa Italia gli appartiene, giocherà la finale da protagonista e sarà la prima volta dopo anni poiché, quand’era lui l’intoccabile, cedeva il passo al secondo di turno.
Entusiasmo intatto
Nessuna ansia, figurarsi: è collezionista soprattutto di trofei. Però la fame e l’entusiasmo, dopo tanti anni, sono intatti e in bacheca un posticino ancora si trova: «Sesta Coppa Italia come Mancini? Non è una cosa importante, ho già vinto tanto, per cui sono già soddisfatto. È normale, però, nel momento in cui si continua a giocare e la storia della Juve continua, provare a fare incetta di tutto il possibile». Parole pronunciate aspettando il Milan, che gli ha poi riservato una semifinale di ritorno tranquilla, ancora più d’attualità adesso che s’avvicina la finale. —
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