Quando Mazza rinunciò a Riva E prese lo sfortunato De Bernardi
Un intreccio di mercato che per una volta fece perdere il fiuto per il grande colpo al presidentissimo della formazione spallina
la storia
L’avvicinamento a Spal-Cagliari permette di riportare alla luce un aneddoto che coinvolge biancazzurri e sardi. Raccontato da Federico Buffa ma narrato pure su queste colonne in tempi passati. Un episodio che chiama in causa il presidente Paolo Mazza, personaggio stimato, riconosciuto e caro allo storyteller. Definito proprio da Buffa come “il più grande uomo mercato della storia del football italiano”.
Che però a cavallo tra il 1962 e il 1963, per una volta, non avrebbe fatto la scelta giusta. Perché il finale della storia di calciomercato che andremo a riassumere è che al Cagliari è andato “rombo di tuono” Riva, mentre la Spal si era aggiudicata la prestazioni sportive di Gianfranco De Bernardi, altro giocatore di discreto talento ma la cui carriera è stata poi tremendamente sfortunata dal punto di vista fisico.
prima parte
È piuttosto nota la primissima parte della carriera di Riva, nato sulle rive del lago Maggiore (a Leggiuno) nel novembre del 1944. Il cartellino del fantastico mancino, per una serie di circostanze legate alla collaborazione tra Legnano e Cagliari, era stato ceduto (contro la sua voglia) ai sardi per trentasette milioni di lire. Su Riva in quegli anni c’erano anche il Bologna di Dall’Ara e la Lazio che avevano anche fatto proposte economiche migliori, mentre la Spal non si era interessata all’affare. Stranamente, verrebbe da dire, visto che qualche anno prima operazioni di questo tipo Mazza le aveva condotte da vero numero uno dei numeri uno: Armando Picchi e Fabio Capello sono soltanto due esempi dell’incredibile lavoro manageriale del presidentissimo biancazzurro, unico e inimitabile.
Paolo Mazza – ha svelato nel suo episodio Buffa – dopo che il Cagliari aveva chiuso il trasferimento di Riva si era incrociato a parlare con il collega dirigente dei sardi Andrea Arrica che dell’acquisto fatto era convinto ma non convintissimo, proprio perché gli suonava strano il fatto che un top come il presidente spallino non ci avesse proprio provato, proiettandosi invece su De Bernardi dalla Pro Patria. Per una volta, ripetiamo, il fiuto non è stato quello giusto. A dirlo sono stati il campo e quindi la storia. Sfortunata quella del generoso De Bernardi a Ferrara e galattica quella di Riva a Cagliari.
gran partenza
Tra l’altro subito nella stagione 1963/1964 Riva riuscì a riportare il Cagliari dalla B alla A, mentre i biancazzurri nello stesso anno fecero il percorso opposto chiudendo al penultimo posto e retrocedendo assieme a Modena e Bari dopo tredici campionati consecutivi in serie A. E chissà cosa sarebbe successo se Riva invece che al Cagliari fosse finito nella Spal, che in quel periodo era la regina di operazioni divenute poi storiche. —
a.d.
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