La serie A riparte dopo il lockdown: c’è Toro-Parma
Fischio di inizio alle 19.30 dopo uno stop lungo più di tre mesi. Questa sera (21.45) il confronto tra Verona e Cagliari
Dov’era rimasto, il Toro spera di dimenticarlo presto a cominciare da questa sera, quando contro il Parma inaugurerà la ripresa del campionato fermo da oltre tre mesi a causa del Covid-19. Per i granata sono trascorsi esattamente 112 giorni dall’ultima prova, la sconfitta per 2-1 al San Paolo contro il Napoli, sesto ko di fila che ha fatto sprofondare una squadra, che ad inizio gennaio era ottava dopo l’1-0 al Bologna, in quindicesima posizione e soprattutto ad appena due gradini sopra la zona retrocessione.
Una caduta libera stoppata solo dalla lunghissima pausa, ma adesso che si ricomincia tocca a Belotti e compagni voltarsi indietro per guardare la realtà e tirarsi fuori dai guai: per questo motivo non possono già sbagliare contro la squadra allenata da D’Aversa.
Iniziare bene darebbe punti e morale ad un gruppo che, per prima cosa, deve battere le sue paure, e deve riuscirci in fretta visto che la prima settimana di ritorno alle gare sarà già decisiva: martedì l’aspetta il secondo appuntamento al Grande Torino (contro l’Udinese), sabato prossimo la trasferta a Cagliari.
In pratica, la salvezza i granata se la giocano nei prossimi 270’, e dovranno provarci con le incognite che questa insolita ripresa del campionato si porterà dietro. Senza tifosi negli stadi (quanto inciderà il fattore campo?) e con squadre che non conoscono il loro stato di forma dopo un’inattività inimmaginabile.
Sono condizioni che valgono per tutti, ma il Toro avrà pure altri ostacoli, come quello di una rosa cortissima –tanto che l’allenatore solo stamane diramerà la lista dei convocati – due infortunati sicuri (Baselli e Verdi) e uno molto probabile (Ansaldi), più quattro diffidati (Sirigu, Izzo, Lukic e Zaza).
«L’inizio sarà al buio per tutti a causa di uno stop mai visto, non si potranno avere i 90’ nelle gambe – le parole di Longo a Torino Channel –, la testa conterà più delle gambe quando finirà la benzina. E che strano giocare senza tifosi, dispiace». Motivazioni sì, ma partendo da un Toro d’attacco. È quello che ha studiato Longo per cercare la prima vittoria della sua gestione: dovrebbe vedersi un cambiamento sostanziale rispetto alle prime tre partite disputate sotto la nuova guida.
Almeno, la lunga quarantena è servita per studiare nei dettagli i mali del Toro e cercare gli antidoti se non per sconfiggerli, per camuffarli. Quindi, non solo Zaza sempre più probabile accanto a Belotti (la coppia dell’ultima volta), ma anche due calciatori offensivi come Edera e Berenguer pronti a partire insieme dall’inizio.
Un Torino diverso dal passato anche nella disposizione tattica, che sdoganerà un 4-4-2 cangiante. «Dovremo essere camaleontici, pronti a cambiare – ancora Longo –, contro il Parma dovremo usare la massima attenzione, è una squadra che si è evoluta molto negli ultimi tempi. Zaza e Belotti? Sì, possono giocare insieme, vediamo se subito oppure a partita in corso». —
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