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«Io, Di Biagio pronto alla rimonta»

Marco Nagliati
«Io, Di Biagio pronto alla rimonta»

Il tecnico carica la Spal: scatta la dura rincorsa salvezza In un calcio diverso e con le energie da centellinare

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Centosette giorni dopo l’ultima partita (8 marzo a Parma), per mister Di Biagio il ritorno in campo alla guida della Spal inizia con delle sottrazioni. Alcune piacevoli: «Dopo il debutto a Lecce ci siamo ritrovati a dieci punti dalla zona salvezza, ora riprendiamo con sette lunghezze da recuperare. Non sarà facile ma le possibilità per rimontare esistono. Ci attendono molte gare in sequenza, affrontiamole una alla volta senza fare troppi calcoli». Quindi, ecco il Cagliari. Ma in casa biancazzurra, si diceva, tocca andare di calcolatrice. Tre le pedine che mancheranno per il match con i rossoblù: Berisha e le sorprese (negative) dell’ultimo momento di Zukanovic e Di Francesco. Significa che il trainer spallino ha dovuto ripensare alla strategia offensiva: DiFra appariva l’uomo giusto per scardinare la retroguardia sarda. «Ha un problema che si trascina da tempo (retto femorale coscia destra; ndr), abbiamo provato a centellinarlo ma nulla da fare» spiega Di Biagio.

Poi, il problema portiere. «In realtà dormo sonni tranqulli, Letica e Demba forniscono ampie garanzie. Poi, certo: l’assenza di Berisha la paghiamo in termini di bravura, esperienza e carisma».



Scorrendo i giorni, alla sottrazione arriva l’addizione. Intanto riguardo al contratto: la società ha più volte espresso soddisfazione per il lavoro dell’allenatore, vuole blindarlo e l’intesa non è lontana. Di Biagio non si sottrae: «Per me è sì, rimarrei molto volentieri. A prescindere dalla categoria e da quello che accadrà. I discorsi sul rinnovo sono abbastanza avanzati, però adesso pensiamo al Cagliari e alla lotta per rimanere in Serie A. La situazione non è delle più semplici. Io però continuo a pensare che ci sono le armi per risalire». La voglia è un altro punto da incolonnare sotto il segno “più”: «Quello che sta accadendo è decisamente nuovo, una sorpresa per tutti - spiega Di Biagio -; ma questo è il nostro lavoro e la voglia talmente grande che non vediamo l’ora di scendere in campo».

«Siamo reduci da quarantacinque giorni di allenamenti intensi e duri - aggiunge il nocchiero spallino -. Non voglio soffermarmi sulle problematiche, perché poi sono quelle di tutti. In casa Spal i presupposti per fare bene ci sono tutti e possiamo ripartire da dove avevamo lasciato».



La Spal arriva a sperimentare il post pandemia dopo che le avanguardie hanno già sondato il terreno. Dapprima la Bundesliga, poi l’Italia (con Coppa e uno spicchio di campionato) e la Premier. L’idea che sta maturando in Di Biagio? «La sensazione è che sia uno sport diverso. Con le energie da centellinare visto il caldo e le tante gare ravvicinate. Poi c’è anche l’inedito delle cinque sostituzioni. Noi, però, abbiamo un vantaggio...».

Pausa ad effetto. «Ovvero non possiamo fare calcoli. Dobbiamo vincere e basta. Una gara alla volta ma sempre pronti per giocare e dare il massimo, contro chiunque. Poi, se anche alla vigilia del ritorno in campo ho dubbi di formazione, è meglio: significa che tutti i ragazzi stanno facendo bene e mi mettono in difficoltà nelle scelte». La certezza è la difesa a “quattro”, ribadisce sempre il tecnico biancazzurro. Il resto è un tema libero. Legato a stati di forma e avversari. Per dire: Fares negli ultimi giorni ha lavorato a parte, di conseguenza difficile che oggi parta titolare. «Ora va molto meglio - dice Di Biagio di Fares -: per me è un terzino nella linea a “quattro”, poi può anche fare l’esterno alto sia a “quattro” che a “tre”. I moduli e i giocatori probabilmente verranno alternati in questo tour de force. Non escludo, ad esempio, di poter giocare anche con le due punte. Sia Petagna che Cerri possono giocare assieme, così come ci può stare benissimo Floccari. Non so cosa potrà accadere in futuro, siamo pronti a studiare qualsiasi soluzione».

Intanto si parte con il Cagliari che sabato è stato piegato a Verona nel recupero. La prima di Zenga non è andata benissimo. «Difficile valutare la partita del Cagliari - spiega Di Biagio -: all’inizio ha faticato, però meglio nel secondo tempo. Hanno cambiato modulo, cercato di interpretarlo nel miglior modo possibile. Non è facile ripartire dopo una lunga sosta con un allenatore nuovo. Comunque, li conosco bene. E vale sempre la pena di pensare a noi, prima di tutto». —



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