L’augurio di Morea «Mi piacerebbe sfidare il Kleb al piano di sopra»
Il ferrarese è vice coach a Brindisi nella massima serie Applaude la società biancazzurra e incoraggia Cento
FERRARA
Alberto Morea, a Ferrara per una vita, attualmente e pure per le prossime due stagioni vice coach a Brindisi, sogna di affrontare il Kleb nella massima serie. Tarantino di nascita, ferrarese d’adozione, ieri Morea ha espresso il suo apprezzamento nei confronti del mondo biancazzurro.
«Mi piace l’idea di confermare un blocco di giocatori, è un sinonimo di garanzia – dice –, ciò significa che ci sono persone affidabili con le quali si può lavorare bene: buon viatico per una stagione competitiva. Molto bene avere dei veterani che ancora riescono a dare tanto alla squadra, a fianco dei quali Tatu Ebeling può maturare: già nella mia esperienza si era provato, ora con le situazioni e le persone giuste alla fine è venuto fuori. La A2 così diventa un serbatoio al quale poter attingere da parte di tutta la pallacanestro».
La società
«Bene il discorso tecnico, molto bene quello gestionale - aggiunge Morea -. Il fatto che il Kleb ritorni ad essere sempre più un riferimento importante per la città sta a significare che Ferrara nei confronti della pallacanestro continua a dare dei segnali importantissimi a livello d’interesse».
Gli Usa
«Ferrara ha un settore lunghi estremamente affidabile, così potrebbe pure prendere un giocatore meno esperto dell’Europa in quello spot. Assicurarsi un giocatore di grande affidabilità morale e tecnica, oltre che di esperienza, sul perimetro, beh, diventa una condizione importante per essere pericolosi». Cosa chiedere al futuro? Ecco Morea: «Ferrara ha messo le basi per diventare una realtà sempre più concreta e affidabile, che possa competere con le squadre che magari saranno più agguerrite. Ancora non sappiamo quale sarà la situazione di Verona, un suo eventuale passaggio nella massima serie farebbe scaturire tutta una serie di appetiti anche per chi magari ci pensa ma non così tanto».
«Ferrara sta dimostrando di voler competere ed è giusto che questo accada per il grandissimo interesse che il basket riesce a muovere. Di questo sono veramente contento, felice se l’interesse di Ferrara nei confronti della pallacanestro rimane vivo, questo riguarda il Kleb, che è il top, ma pure Cento potrebbe affacciarsi, per non parlare di tutto quanto concerne le categorie minori, dove c’è continuo fermento».
«A livello femminile - aggiunge il coach - è bellissimo che Gilli, Natali e Nativi spicchino il volo. Felice di questo continuo moto perpetuo di Ferrara nel mondo della pallacanestro».
Il derby contro Cento
«Sarebbe bellissimo, come lo è vedere realtà come Ferrara e Cento dove si vuole organizzare e pianificare. Bisogna capire che tipo di equilibri andranno a ristabilirsi, tutti stanno ragionando come se ancora non fosse successo niente, bisogna prendere strade differenti: la massima serie deve valorizzare i giovani migliori della A2. Il mio desiderio è di rincontrare Ferrara al piano di sopra: sarebbe bellissimo».
Intanto c’è Brindisi. «Grazie a coach Vitucci vogliamo costruire una squadra che possa affascinare il pubblico brindisino – ha chiuso Morea –, vogliamo trasmettere emozioni. Gli attori principali sono i giocatori, senza di loro niente sarebbe possibile. Siamo partiti lavorando molto sul blocco degli italiani, avere un qualcosa di centrale attorno al quale inserire il resto. Rinnovare i giocatori dell’anno passato sarà complesso, vedi Banks che, dopo aver fatto molto bene negli ultimi due anni, si ritrova in un altro club. Stiamo cominciando a vedere che cosa potrebbe accadere con o senza Brown e Martin. Abbiamo confermato Thompson. Io sono felice di assistere coach Vitucci altri due anni: con la società ho un ottimo rapporto». —
Lorenzo Montanari
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