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Riflessi e urlacci, Letica presente

Alessio Duatti
Riflessi e urlacci, Letica presente

Amarissima prima per il portiere spallino, ma il ragazzo c’è. Miracolo sull’insidiosa punizione di Rog

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In questo strano e anomalo 2020 capita anche che Karlo Letica riesca a fare il proprio esordio in maglia Spal. Infelice nel risultato, e in come è maturato, ma con spunti positivi per la prestazione personale.

È trascorso quasi un anno di attesa per il portiere croato, giunto a Ferrara nell’agosto 2019 e sempre spettatore di Etrit Berisha. Letica, infatti, prima di ieri sera non aveva trovato nemmeno un minuto nelle due partite di Coppa Italia contro Lecce e Milan giocate dai biancazzurri tra dicembre e gennaio. Ma complice l’infortunio del titolare albanese, nel caldo deserto del “Mazza”, è arrivata la prima chiamata da mister Di Biagio che nel weekend trascorso aveva avuto certezze sulla situazione fisica di Letica: il riferimento è all’infortuno di una ventina di giorni fa con la fastidiosa distrazione al retto femorale della coscia sinistra. Se torniamo indietro di qualche settimana, poi, con Berisha sano, erano iniziate anche le voci di mercato riguardante il classe 1997: la Spal non l’avrebbe riscattato dal Brugges e la destinazione casalinga (e del cuore) all’Hajduk Spalato sembrava praticabile. Discorsi ovviamente rimandati e tutto accantonato, perché Letica al momento deve rimanere concentrato sulla missione della Spal.

concentrazione

Il “dobrodošli” da titolare al “Mazza” è arrivato sotto il sole di Ferrara ma senza la presenza del pubblico che di certo avrebbe dedicato al croato un applauso d’incoraggiamento per l’ingresso negli almanacchi del minutaggio estense. Un cenno d’intesa prima di imboccare il tunnel d’ingresso al campo è avvenuto con mister Cristiano Scalabrelli, oltre che con i giovani colleghi Demba e Mereghetti. Viso molto concentrato durante l’allineamento dei ventidue. Letica ha indossato la divisa goalkeeper rossa (#25) e con i suoi guantoni bianconeri si è recato verso la gigantesca Ovest per difenderne i pali sottostanti nella prima frazione. Dopo trentacinque secondi il primo pallone toccato coi piedi, poi diversi urlacci (in italiano) per tener svegli i suoi nei corner battuti dai sardi e la prima palla toccata con le mani al tredicesimo in una comoda uscita al limite dell’area senza il disturbo del sole (impegnato a calare dall’altra parte del campo).

Riflessi e presa, quand’è servito. E dopo il miracolo sulla punizione bassa, Letica si è letteralmente mangiato Strefezza (male in barriera) con urla e ampi gesti richiamanti una personalità e un carattere tutt’altro che morbidi e accomodanti durante la trance agonistica. Il vocione balcanico ha rimbombato nel “Mazza” vuoto anche nella ripresa, in particolar modo per coordinare i primi possessi della sua difesa. Inoperoso fino alla conclusione respinta del liberissimo Rog, al triplice fischio è uscito anche lui dal campo assai sconsolato. Come il resto della Spal. Come non poteva essere altrimenti. —

Alessio Duatti

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