l’ultimo posto da lasciare subito
Il discorso è più ampio, proiettato nel futuro. Qui si parla di eventuale salvezza, di chances di rimonta, di capacità e convinzione nel provarci. Dunque, l’attenzione non andrebbe (solo) focalizzata sulla posizione di classifica. Epperò, è impossibile non farlo.
Con il pareggio di ieri (partita buttata via: da 2-0 a 2-2) contro il Genoa, il Brescia ha agganciato la Spal, ed a parità di punti sono i lombardi ad essere avanti. Biancazzurri, quindi, ultimi.
Ok, la Spal ha una partita in meno. Ma se non dovesse fare risultato oggi a Napoli, allora siederebbe sull’ultimo gradino non solo in maniera virtuale come adesso, ma effettivamente. Brutta cosa, per tutta una serie di ragioni. Sarebbe quindi opportuno che tale questione rappresentasse una fonte di motivazioni in più per Vicari e soci, portandoli a centuplicare le forza al fine di conquistare al San Paolo ciò che a volte è sfuggito altrove, con la conseguenza di riconsegnare la lanterna al Brescia, di rosicchiare qualcosina o qualcosona al Lecce battuto l’altra sera dalla Juve e di mantenere quantomeno invariate (o di ridurle) le distanze rispetto al Genoa, e magari alla Sampdoria.
Utopia? La storia del calcio è zeppa di partite andate nel senso opposto di quanto era lecito immaginare, prevedere, credere. Andrebbe benone tutto, magari un gol all’inizio e poi 90 e passa minuti in trincea a sparacchiare palloni in tribuna. Esageriamo, è solo per dare un’idea di quanto sarebbe importante, per la Spal, andare a punto(i) a Napoli.
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