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Spal,Di Biagio vuole dell’altro «Più coraggio»

Alessio Duatti
Spal,Di Biagio vuole dell’altro «Più coraggio»

Il trainer: situazione drammatica, nulla va lasciato al caso «I ragazzi devono capire quanto ci stiamo giocando»

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Vedi Napoli e poi... cerchi un miracolo sportivo. Che di questi tempi avrebbe realmente del clamoroso visti i molteplici gap esistenti tra le due contenenti. Lo spera il mondo Spal, lo spera mister Gigi Di Biagio pronto a sfidare il collega e amico Rino Gattuso nella sua dimora, con l’intento di scucirgli più punti possibili.

i propositi

«Mi aspetto di vedere una squadra in crescita – ha detto il tecnico spallino – sopratutto sotto i punti vista della fisicità e della fluidità di gioco che contro il Cagliari è venuta un po’ a mancare. La speranza e la convinzione sono quelle di vedere una Spal più coraggiosa, più offensiva e che crei un po’ di più nella metà campo avversaria. Con un modulo diverso? Io – ha specificato Di Biagio – parlo di atteggiamento, ma ciò non esclude altre soluzioni tattiche delle quali si parlava già qualche giorno fa: una doppia punta, un tridente, un trequartista con le due punte. Insomma, può succedere di tutto».

L’unica certezza appare la rotazione di una rosa lunga e che sarà sottoposta al secondo sforzo estivo ravvicinato dopo la sosta: «Sicuramente. È necessario e obbligatorio. Abbiamo avuto giorni per recuperare, ma nonostante ciò ho ancora tanti giocatori acciaccati e qualcuno non è proprio pronto per giocare. In questa corsa ad ostacoli centellinare le energie sarà determinante. Di conseguenza farò diversi cambi».

Di Biagio ha poi voluto chiarire una situazione nata dalla lettura dei dati forniti ufficialmente dalla Lega di Serie A relativi ai chilometri percorsi dalla squadra ferrarese nel match col Cagliari, apparsi decisamente bassi: «In realtà abbiamo corso 10 chilometri in più dei 92 che sono stati citati. Si sono riportati dei dati inesatti perché in alcuni stadi la loro rilevazione è differente e al “Mazza” questa cosa capita. Detto ciò, riconosco che la Spal abbia corso male e non abbia dato ritmo alla partita, però abbiamo fatto 102 km e non 92».

così al san paolo

Testa comunque al Napoli, una squadra che dalla ripresa post sosta ha subìto solo un gol, direttamente da calcio d’angolo, in Coppa Italia e che quindi ha nella sua capacità di difendere una virtù importante da contrapporre ad una Spal che fatica proprio a impensierire offensivamente gli avversari: «A me piacerebbe che la mia squadra fosse sempre protagonista del match tentando di attaccare. Il Napoli è una squadra molto in forma, sta facendo benissimo, occorrerà contenerlo e provare poi a colpirlo anche nella sofferenza. Affronteremo in maniera chiara la partita. Vogliamo dimostrarlo con i fatti». Perché le motivazioni alla Spal non devono mancare: «Ho detto ai ragazzi che devono essere più responsabili perché si devono rendere conto di quello che ci stiamo giocando. Siamo in una situazione drammatica, calcisticamente parlando, e per questo non bisogna lasciare nulla al caso. La squadra deve esser più grande a capire quello che è l’obiettivo: il tempo non è a nostro favore, ma secondo me lo vedremo presto. Credo fortemente a ciò che potremo fare».

Il mister ha poi parlato di alcuni singoli, partendo dai mancini Reca e Fares: «Sono due giocatori che farei giocare sempre. Hanno forza fisica e capacità d’attaccare. Non a caso quando sono entrati col Cagliari hanno dato più spinta. Ma non stavano bene: in teoria non dovevano nemmeno essere convocati. Valdifiori? Mirko sta recuperando, devo ancora capire se impiegarlo o no».

il punto sul bomber e su Berisha

Maxi parentesi su Petagna, presente della Spal e futuro del Napoli, con primo riferimento all’errore sotto porta di martedì: «Era dispiaciuto lui per primo, come tutti noi. È comunque cosciente che questo nel calcio possa succedere. Il nostro vero problema è il riuscire ad arrivare più volte a creare occasioni così. Petagna mi piacerebbe vederlo sempre vicino alla porta come terminale offensivo. Se poi ogni tanto capita che vada fuori zona per la presenza di un altro attaccante significa avere un’altra soluzione, ma io lo vorrei sempre nella parte centrale del campo».

Infine non buone notizie arrivano dal fronte Berisha: il portiere non sta bene, nei prossimi giorni forse potrebbe esser operato alla mano (frattura del quinto metacarpo) e la sua stagione potrebbe essere realmente già terminata qui.—

Alessio Duatti

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