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paolo negri 

il rispetto per il club e il ritorno di viviani

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Nel calcio d’oggi parlare di amore per la maglia è eccessivo. L’attaccamento ai colori che si difendono è un qualcosa di ormai desueto. In tale aridità sentimentale, la Spal è forse un’eccezione. Chi indossa il biancazzurro “sente” qualcosa, percepisce il legame con società e città. Lo ha appena dimostrato l’attuale gruppo che, compatto, ha accettato i prolungamenti contrattuali (per chi era a scadenza, oppure a fine prestito) e gli adeguamenti salariali.

Nel mezzo di uno scenario decisamente atipico, e di un vuoto normativo gestito male - o con ritardo - dalla Federcalcio, la Spal ha mandato un segnale forte. La società si è mossa bene, con tatto, sagacia, acume; ed i tesserati hanno evidenziato senso di appartenenza. Nessuno ha lasciato la barca. Non era scontato, vedi i casi che hanno scosso il Cagliari (Olsen, Cacciatore, in extremis forse anche Cigarini). In via Copparo si rema all’unisono, nella stessa direzione. Per questo sarebbe bello se stasera arrivasse un risultato confortante, premio alla compattezza proprietà-dirigenza-squadra-staff. Chissà che non ne possa derivare la spinta per il miracolo.

Nel frattempo i ranghi spallini potrebbero arricchirsi con il ritorno di Federico Viviani. Il centrocampista, in prestito al Livorno, figura tra i 18 giocatori ai quali il club toscano non ha prorogato i contratti per il resto della stagione. Viviani ha dichiarato: «Tornerò a Ferrara? Piazza e ambiente dove sono stato felice, vediamo che succederà».

Di sicuro succede che la serietà della Spal e dei suoi uomini va rimarcata. —

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