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Spal, va mandata al Diavolo la paura. Contro il Milan per la partita della svolta

Paolo Negri
Spal, va mandata al Diavolo la paura. Contro il Milan per la partita della svolta

Alle 21.45 al Mazza di Ferrara una gara tanto difficile quanto affascinante. Il ritorno alla vittoria può dare nuovo senso alla stagione

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FERRARA. Non c’è due senza tre? Il popolo biancazzurro spera proprio che non sia così, tocca metalli... umani ed auspica che - al contrario - il terzo tentativo sia quello buono per tornare a vincere.

Le premesse. Perse, contro il Cagliari ed a Napoli, le prime due gare di ripresa del campionato, la Spal stasera prova ad invertire la tendenza. Appuntamento alle 21.45 al “Paolo Mazza”, dove scenderà il Milan. Non è più lo squadrone rossonero di un tempo (mica lontano), ma resta avversario di enorme fascino. Partita da lustrini, e dall’alto tasso di difficoltà. Per i risvolti psicologici che la caratterizzano (la Spal non può permettersi un terzo ko di fila), e perché la squadra di Pioli è in salute, come dimostrato dalle nette e convincenti affermazioni di Lecce e sulla Roma, e pure - prima - dalla buona gara di Coppa al cospetto della Juventus. Però, senza tanti giri di parole, la Spal non può permettersi di avere paura del Diavolo e - anzi - deve mandare... al Diavolo ogni timore, ogni condizionamento, ogni freno. Carica, scioltezza, convinzione, determinazione, fiducia, concretezza: ecco cosa servirà questa sera.

Che sia un principio. Tanto per iniziare. Nel senso di cominciare con il piede giusto il poker di match che in dodici giorni orienterà in maniera assai netta e precisa il futuro dei biancazzurri. Se fa risultato contro il Milan (meglio, se lo batte), la Spal si carica... come una bestia, pronta ad affrontare con ben altri presupposti i tre prossimi e consecutivi scontri diretti con Sampdoria, Udinese e Genoa che esprimeranno un verdetto o giù di lì. Partite di fondamentale importanza, soprattutto se questa sera gli uomini di mister Di Biagio conquisteranno i tre punti. Potrebbe essere la tanto a lungo invocata svolta della stagione, quella che darebbe nuova linfa e nuovo senso al tentativo di rimonta-salvezza. Di sicuro, per superare il Milan servirà una prestazione di alto livello, priva di macchie. Affinché quello contro i rossoneri sia un punto di partenza e non d’arrivo, un principio e non una fine.

Cosa serve. Ci si aspetta dunque una Spal viva, “sul pezzo” come sostanzialmente è stata a Napoli ma al contempo molto più fresca, dinamica, aggressiva di quanto non sia apparsa al “San Paolo”. Per credere nella salvezza (o, almeno, nella possibilità di giocarsela) serve una squadra che la retorica calcistica di un tempo avrebbe definito “con il coltello tra i denti”. Perché altrimenti, con il titic e titoc, si verrebbe irretiti dal Milan come lo si è stati dal Napoli: la differenza di valori va colmata con altri risorse.

Schieramento. La formazione è un rebus. Berisha, Zukanovic e Di Francesco sono indisponibili per infortunio. Felipe è squalificato. Reca viene dato come probabilissimo forfait (quindi magari finirà per giocare...). Ancora ampio spazio al turn over. Considerando il minutaggio o il non impiego a Napoli, è probabilissimo che Sala, Bonifazi, Dabo, Valoti e D’Alessandro giochino dall’inizio. Pare, interpretando le parole dell’allenatore, che Di Biagio sia intenzionato a far tirare il fiato a Petagna, ma - per una squadra che non segna - rinunciare al bomber equivarrebbe a ridurre quasi a zero le possibilità di ferire il Milan. Certo, Petagna era in campo sia col Cagliari che a Napoli, e reggere il ritmo di una gara ogni tre giorni è pazzesco, le energie vanno dosate, però ci è difficile credere ad una Spal senza il proprio miglior realizzatore (12 gol messi a segno, sui 21 totali della squadra). Al tempo stesso, Di Biagio ragiona sicuramente anche in ottica Sampdoria, contro la quale vorrà avere in campo tutti gli uomini di punta. Per questo è possibile che i diffidati Cionek e Vicari (oltretutto titolari nelle due precedenti partite) vengano a loro volta risparmiati, almeno all’inizio, come Strefezza.

Indipendentemente da ciò, chi giocherà questa sera dovrà essere animato da sacro furore.—


 

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