Nardoni direttore generale alla Federcalcio di San Marino
Il ferrarese, ex Spal e Kleb, è già pronto a iniziare la nuova esperienza sul Titano «Un’avventura che mi esalta, per me è un sogno. C’è un grande potenziale»
FERRARA
Andrea Nardoni, 31 anni, ferrarese doc, sarà il direttore generale della Federazione Calcio della Repubblica di San Marino.
il percorso
Titolo di studio e master seguente hanno portato Nardoni ad avere le prime importanti esperienze nello sport alla Bunge Ravenna, alla Spal ed al Kleb Basket Ferrara. L’ultima esperienza lavorativa è stata con Pubbliteam, casa di produzione ferrarese diretta da Gianluca Cestari, nota per essere a palinsesto di Sky Sport con il format Icarus, da 15 anni, che si conferma così fucina di giovani di talento.
Partiti da qui, Massimo Callegari e Federica Lodi sono oggi visi e volti di Mediaset e Sky Sport, Massimo Marcolin è recentemente passato a Sky Media, poi un mese prima di Nardoni, Elisa Ravaglia è entrata nello staff delle relazioni esterne del Governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini.
Ma come ci è finito un ferrarese a coordinare la Federcalcio di San Marino?
«L’approdo alla Fsgc come coordinatore delle attività federali è stato abbastanza inaspettato. La mia compagna Alessandra – dice Nardoni – è originaria di San Marino e ad inizio anno abbiamo deciso di tornare a vivere entro l’estate sul Titano per la nascita di nostro figlio Ettore. Qui ho iniziato ad avere i primi contatti e onestamente sulle prime non ci speravo molto. È una Federazione internazionale e per un grande appassionato di calcio come me che fin da piccolissimo è sempre stato “immerso” nel pallone (Nardoni ha giocato tanti anni a livello provinciale, smettendo poi a causa di numerosi infortuni, ed ha anche allenato i giovanissimi al Frutteti; ndr) era davvero un sogno poter avere un incarico così prestigioso. Il lockdown poi ha complicato le tempistiche, ma devo dire che da parte loro c’è sempre stata la forte volontà di avermi a bordo e quindi eccomi qua, pronto e gasatissimo per iniziare».
entusiasmo e competenze
«Tra l’altro arrivo davvero carico – continua Nardoni – perché il periodo di isolamento forzato mi ha permesso di godermi i primi mesi di vita di mio figlio, e stare tanto tempo in famiglia è stato bellissimo. A questo incarico ci sono arrivato relativamente giovane credo quindi con un pizzico di fortuna e per una questione meritocratica. Ho infatti studiato ed investito tempo e risorse per fare esattamente questo nella vita; dopo la laurea in Economia a Ferrara, ho conseguito la magistrale in Sport Management con 110 e Lode presso Unibo ed il MasterSport alle Università di Parma e San Marino. Un passaggio in alcune società sportive, ma credo che il lavoro in Pubbliteam sia stato quello che mi ha fatto fare il salto di qualità come professionista, permettendomi di essere maggiormente “appetibile” sul mercato».
In casi del genere sono di rito i ringraziamenti... «In primis la mia compagna, genitori e fratello che hanno sempre creduto in me, anche quando ero più “scapestrato”. A livello lavorativo dovrò per sempre ringraziare Gianluca Cestari, l’amministratore unico di Pubbliteam; un imprenditore con la “I” maiuscola che nel tempo ha portato l’azienda a lavorare con tutti principali broadcaster nazionali rimanendo a Ferrara e facendo crescere tanti giovani professionisti. Poi ringrazio anche un po’me stesso. Sono consapevole che la strada sia ancora lunga, devo e posso imparare ancora tanto, ma per arrivare a questo traguardo ho fatto davvero tanti sacrifici negli ultimi anni».
aspettative
Adesso, Nardoni entra nel vivo del nuovo lavoro: «Mi aspetto un ambiente di livello, ho avuto un’impressione molto positiva, non ci sarà bisogno di inventare nulla. Dovrò essere un punto di riferimento per l’organizzazione e dare una dimensione marketing più “avanzata”. La cosa mi esalta perché nei miei studi ho sempre visto le due cose estremamente collegate a livello strategico. Posso quindi apportare valore e idee, ma senz’altro dovranno integrarsi alla perfezione con quello che di buono c’è già, altrimenti rimane tutto fine a se stesso. La cosa a cui tengo nell’immediato è arrivare a conoscere meglio possibile il team di collaboratori; il clima di lavoro dovrà essere serio, dovremo fidarci reciprocamente ed essere efficienti ma sempre (o quasi) col sorriso in viso. Sono convinto che le persone per rendere al meglio abbiano bisogno di lavorare in un clima disteso, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo a livello globale. Poi tireremo le somme, ma le potenzialità per fare un ulteriore saltino in avanti ci sono tutte. La dimostrazione è l’incredibile lavoro fatto con la San Marino Academy, passata in due anni dalla serie C alla serie A femminile. Insomma, non vedo l’ora di iniziare».–
Dario Cavaliere
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