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Ebeling rilancia le ambizioni «Kleb, l’asticella si è alzata»

Lorenzo Montanari
Ebeling rilancia le ambizioni «Kleb, l’asticella si è alzata»

Le conferme del nucleo degli italiani, gli arrivi di Hasbrouck e Pacher Il ds non si nasconde: raggiungere i playoff non è più il solo obiettivo

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«Partiamo con l’obiettivo di fare meglio dell’anno passato». John Ebeling, diesse del Kleb, non si nasconde. A maggior ragione dopo la firma degli americani Hasbrouck e Pacher. «Anzitutto desidero ringraziare Wiggs e Campbell, che hanno fatto un ottimo lavoro – dice il dirigente biancazzurro -, quest’anno abbiamo deciso di spostarci su obiettivi più alti».

Hasbrouck

«Beh, Kenny non si discute. Ha vinto il campionato con la Fortitudo Bologna; a Verona, nonostante l’infortunio, ha fatto un’altra grande stagione. Dall’anno passato sono restato in contatto con lui, mi ha detto che vuole vincere: abbiamo la stessa idea, altrimenti non avrei preso Kenny».

Pacher

«Volevamo adeguarci alle conferme di Baldassarre, Fantoni e mio figlio Tatu, che giocherà da ala piccola e pure da ala forte. Volevamo un giocatore che potesse giocare con Fantoni o che partisse in quintetto a fianco di Baldassarre, oppure con Tatu da ala forte e Pacher da centro puro. Abbiamo visto tanti profili e quando ha chiuso il rapporto con Treviglio, gli siamo letteralmente saltati addosso: grazie all’intervento del patron D’Auria siamo riusciti a portarlo a casa».

Fare meglio

«Sì, proviamo a fare meglio dell’anno passato - dice Ebeling -; dopo di che sarà il campo a parlare. L’investimento fatto e i giocatori scelti dicono che non partiremo con il solo obiettivo di fare i playoff. È ovvio che l’ asticella si è alzata: abbiamo acquistato i giocatori per poterla alzare davvero. Ci sono molte squadre che investono tanti soldi, è altrettanto vero che chi spende molto non è detto che ottenga i risultati prefissati. A livello personale, mi aspetto una stagione superiore a quella passata, dopo di che vedremo se ce la faremo».

L’attesa dei tifosi

«Ho parlato con qualcuno di loro, che mi ha fatto notare come secondo il nostro pubblico siamo sempre stati sulla direzione giusta nello scegliere i giocatori. Dico che non è stato facile, siamo stati bravi a muoverci presto, confermando il nucleo dei giocatori italiani, poi bravi ad inseguire Hasbrouck che abbiamo letteralmente bombardato di messaggi: gli abbiamo lavato il cervello per quanto volevamo fargli capire il nostro interessamento nei suoi confronti. Ha chiesto solo una cosa: avendo intenzione di vincere ha chiesto un altro americano di livello. Bene, Pacher è perfetto pure dal punto di vista umano. Abbiamo tutto per fare un gran campionato».

Tassello mancante

«Siamo su Casella e Piccoli, ma non solo loro. Se avremo un attimo di pazienza, prenderemo il giocatore giusto: le cifre che giravano tre settimane fa piano piano stanno calando. Ci vuole pazienza. Casella? Ha dato ampi segnali di voler ritornare, con Piccoli non ho mai parlato: l’ho fatto con il suo agente. Al momento non c’è un profilo più avanti dell’altro, bisogna guardare pure il lato economico. Posso dire che entrambi sono in ballo e non è detto che non salti fuori anche un terzo profilo. Il ruolo è importante, anche perché sarà il cambio di un ruolo altrettanto importante (l’ala piccola; ndr)». —

Lorenzo Montanari

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