In campo dopo la paura Il ritorno di Rugani paziente zero del calcio
Non solo Paulo Dybala. La Juventus, questa sera a San Siro, dovrà rinunciare anche a Matthijs De Ligt: lo sostituirà Daniele Rugani, per la prima volta in campo dopo il lockdown, ultima presenza a Ferrara il 22 febbraio.
Non una semplice sostituzione, per altro quasi obbligata dalle parallele indisponbilità di Giorgio Chiellini, che ha appena ripreso ad allenarsi, e di Merih Demiral, ma di un ritorno simbolico alla normalità dopo il Covid, l’emergenza, lo stop al calcio, la ripresa.
Trentacinque giorni in isolamento
Rugani, infatti, è stato il paziente zero della Serie A, il primo calciatore a risultare positivo: era il 10 marzo quando la Juventus comunicò l’esito del tampone. «Sono sempre stato abbastanza bene – il racconto del difensore – non ho avuto sintomi gravi e mi ritengo fortunato. Lì per lì è stata una bella botta, perché sono stato il primo del nostro ambiente e c’è stato un boom mediatico fortissimo. Al di là di questo, spero sia servivo a sensibilizzare tutti, anche chi non aveva ben capito la gravità del problema».
Rugani promise ai tifosi, sul canale ufficiale del club, di superare la situazione ed espresse la speranza di «ripartire tutti al meglio e al più presto». E adesso eccolo, pronto ad affiancare Leo Bonucci ricordando il lungo isolamento al J hotel, l’abbraccio dopo 35 giorni alla fidanzata Michela in dolce attesa e a sua volta positiva, gli allenamenti domestici.
Ha vissuto in panchina la fase 2 del pallone, ma stasera assaporerà il vero ritorno, il campo che cancella i brutti ricordi e restituisce la normalità della vita prima che del calcio. Al posti di De Ligt, con cui, assieme alle rispettive compagne, ha trascorso qualche ora di relax tra la vittoria sul Toro e la sfida di stasera: sole e piscina, ma anche confronto su come bloccare Ibrahimovic. —
A.BA.
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