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Delneri parla chiaro: «Di Biagio avrebbe meritato di più, ora deve vincere»

Andrea Tebaldi
Delneri parla chiaro: «Di Biagio avrebbe meritato di più, ora deve vincere»

Ex calciatore spallino ed ex allenatore della formazione friulana Il tecnico presenta la delicatissima sfida di domani al Mazza 

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FERRARA. Luigi Delneri ha scritto pagine importanti di calcio sia con la Spal che con l’Udinese. Se per lui Ferrara rimane sempre un ricordo speciale di gioventù degli inizi della carriera, da calciatore poi ha giocato pure nell’Udinese. E, quella sulla panchina dei friulani, al momento, rimane l’ultima sua esperienza alla guida di una squadra di serie A. Delneri è un friulano doc (nato ad Aquileia il 23 agosto del 1950), ma ha iniziato la sua carriera di calciatore (centrocampista) alla Spal: sessantasei gettoni di presenza con la casacca biancazzurra dal 1968 al 1972. Poi una lunga carriera tra campo e panchina, conclusasi al momento alla guida appunto dei bianconeri udinesi nel campionato 2016/2017. Con lui punto a tutto campo sul campionato, su Spal-Udinese in programma domani sera allo stadio Paolo Mazza e su questo particolare calcio estivo a porte chiuse.

Delneri, vede margini di rimonta per la Spal o la classifica è definitivamente compromessa?

«Io penso che le squadre a 31 e 32 punti possono stare relativamente tranquille: Udinese, Sampdoria e Torino le vedo fuori dai problemi e non più in una situazione di grande pericolo. La lotta sarà a quattro squadre tra Genoa, Spal, Lecce e Brescia. La classifica sicuramente per la Spal non è bella ma ci sono anche molti scontri diretti tra le quattro formazioni in coda e penso che siano quelle le partite che decideranno chi vincerà quel mini-campionato e chi retrocederà. C’è da dire che è anche una situazione molto strana e inedita per tutti perché non c’è l’abitudine a giocare ogni tre giorni e in piena estate. Questa alla lunga può essere anche una variabile che può incidere a vantaggio di una formazione o a svantaggio di un’altra».

Che giudizio si è fatto sulla Spal?

«La Spal viene da alcune ottime stagioni, quest’anno purtroppo le vicende agonistiche hanno preso una piega diversa. Penso che ci sia anche una componente di sfortuna perché in alcune occasioni i biancazzurri avrebbero di certo meritato di più. Avrebbero meritato di fare dei punti che non sono arrivati e questo alla lunga incide parecchio sulla testa e, a livello mentale, in una squadra. Sicuramente daranno tutto fino alla fine, cercheranno questo colpo di coda per cercare di raddrizzare una situazione complessa. C’è anche da dire che la partenza di Lazzari, l’infortunio prolungato di Fares e i problemi continui di Di Francesco hanno inciso sicuramente».

Come valuta l’operato di queste settimane di mister Luigi Di Biagio?

«Penso che contano anche molto gli episodi. Ho visto la partita della Spal a Lecce: non meritava di perdere, meritava molto di più. Ecco che, se in quella situazione, arriva un altro risultato si può innescare a livello mentale una situazione completamente diversa. Lì poteva arrivare la scossa. Penso che Di Biagio sia un bravo allenatore con la giusta mentalità che ha cercato di cambiare qualcosa rispetto alla situazione che ha trovato al suo arrivo. Ho visto giocare anche bene alcune partite ma il punto è sempre quello: se non ottieni il risultato nemmeno quando lo meriti, poi ripartire è sempre più complicato».

Come valuta invece la stagione dell’Udinese?

«Ritengo che siano già in una situazione di tranquillità: hanno 32 punti, sette di vantaggio sul Lecce che è terz’ultimo. Dovrebbe accadere qualcosa di veramente straordinario affinché vengano risucchiati nella lotta per non retrocedere».

Che gara si aspetta al Mazza tra Spal e Udinese?

«Il fatto che l’Udinese arrivi tranquilla non equivale a dire che non vengano a Ferrara per fare punti. Io penso che li cercheranno e sarebbero quelli che chiuderebbero la pratica senza trascinare avanti il discorso legato alla salvezza. La Spal, dal canto suo, non ha alternative: è una partita da vincere a tutti i costi. Non per tirare dentro nuovamente l’Udinese, ma per avvicinarsi alle altre squadre. Udinese e Genoa in pochi giorni decideranno il futuro della Spal, occorre fare sei punti per alimentare ancora le speranze di salvezza e non essere in serie B».

Cosa pensa di questo calcio a porte chiuse? Era giusto ripartire oppure no?

«È una situazione molto particolare, non ci siamo abituati. Ci può stare questa ripartenza e dico anche che dal punto di vista della qualità del gioco e dei ritmi vedo che in queste ultime giornate, rispetto alle primissime, c’è un innalzamento del livello. Detto questo ritengo che la prestazione di un calciatore sia notevolmente influenzata da questa situazione. Il pubblico allo stadio è parte integrante di uno spettacolo, dà stimoli. Vediamo quel che succederà e speriamo che si possa riaprire in qualche forma al pubblico, indubbiamente ne trarremo grande giovamento tutti». —

Andrea Tebaldi

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