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Farinelli riparte con due podi ed è già leader «Punto al titolo»

Farinelli riparte con due podi ed è già leader «Punto al titolo»

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COMACCHIO

Lo avevamo lasciato secondo assoluto nella classifica generale del National Trophy 600 Supersport di motociclismo. Dopo sette mesi, ovviamente in ritardo rispetto alla tabella di marcia, lo ritroviamo primo, grazie a un primo weekend da protagonista nella due giorni di gare al circuito toscano del Mugello. Il pilota comacchiese Roberto Farinelli, 28 anni lo scorso mese di giugno, ha iniziato alla grande la nuova stagione, il cui calendario è stato modificato per l’emergenza Covid. Un calendario ridotto, quattro sole tappe con sette gare in tutto, si ritorna in pista fra due weekend a Misano per la terza data, poi due gare a Imola e due a Vallelunga. Farinelli, primo e secondo nelle prime due gare, è tornato a gareggiare con la voglia di conquistare il titolo assoluto, sempre in sella alla sua Kawasaki.

«L’inizio è stato ottimo - racconta Farinelli -, due gare sul filo di lana, la prima vinta per 9 soli millesimi, la seconda persa per 10. Due belle gare, tirate, anche nella seconda sono stato a lungo in testa, ma perdevo un po’ sul rettilineo, certo non mi posso lamentare...».

Farinelli al termine di questo primo weekend da sogno ha voluto dedicare i risultati a due persone: «Alla mia fidanzata Chiara e a suo zio Franco, morto proprio mentre ero impegnato al Mugello; era uno di famiglia, una grave perdita».

La stagione è ripartita con tutti i piloti iscritti al campionato, ma i problemi non mancano: «Durante il lockdown pensavo a quanti aiuti avrei potuto trovare alla ripartenza, quanti sponsor mi avrebbero abbandonato per la crisi. Invece mi ritengo fortunato, pur con qualche inevitabile ridimensionamento chi mi è stato vicino in questi anni è ancora qui e non posso che ringraziare tutti».

Farinelli che, al pari dei colleghi, ha vissuto mesi difficili senza sapere se la stagione avrebbe preso il via: «L’atmosfera al Mugello era strana per tutti, ma ho visto buona organizzazione, distanze di sicurezza rispettate e precauzioni da parte di tutti. La voglia era tanta, specie dopo quei mesi chiusi in casa senza poter salire sulla moto, facendo tanto lavoro fisico con i rulli per simulare la bicicletta, seguito da nutrizionista e preparatore atletico. Ma alla riapertura ero già sulla moto, un’emozione...». —

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