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Di Biagio, notti insonni «Cerco soluzioni per salvare questa Spal»

Alessio Duatti
Di Biagio, notti insonni «Cerco soluzioni per salvare questa Spal»

Il trainer non nasconde i problemi però non molla: più attenzione ed incisività Oggi contro l’Udinese chiama i giocatori ad assumersi delle responsabilità

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Soltanto sei punti nelle prossime due partite potranno forse dare ulteriore senso al finale di campionato della Spal. Senza continuità, ma sicuramente a rotazione e a volte in maniera sorprendente, le rivali dirette hanno mosso e “incasinano” ancor di più una classifica che per i biancazzurri di mister Di Biagio rimane la fotografia delle molteplici difficoltà stagionali. Intanto questa sera, oltre a Berisha, saranno ancora indisponibili Fares e Valoti, mentre Di Francesco e Reca rientreranno nella lista dei convocati: vicine allo zero le possibilità di vedere il primo impiegato anche a partita in corso, timide quelle di una titolarità per il polacco su cui però valutazioni definitive saranno fatte nella giornata odierna.

senza guardare

«Dobbiamo solo pensare a vincere la partita – ha detto ieri il tecnico estense – senza soffermarci a guardare la classifica. Dispiace molto per il momento, perché in allenamento vedo una squadra viva e sono ancor più amareggiato per quello che succede durante le nostre partite. Siamo anche ordinati, facciamo il nostro compitino, ma regaliamo troppo all’avversario. Questa cosa mi fa male perché ogni volta che subiamo un gol non c’è mai un vero e proprio merito altrui».

E ancora: «Tutti dobbiamo dare qualcosa in più. Io in primis perché sono l’allenatore. Ma i calciatori devono capire che hanno una responsabilità importante. Ora dobbiamo cercare di convincerci che niente è perduto e che bisogna giocare in un certo modo. Tanto passerà dalla nostra rabbia interiore: io ne ho tanta».

Per quanto concerne la formazione arrivano conferme sull’ipotesi 4-4-1-1 con Castro trequartista dietro a Petagna: «Lucas si sta allenando bene, potrebbe dare quel qualcosa in più che ci sta mancando perché ha potenziale. Giocherà, poi vedrete in quale ruolo». Sicuramente dinnanzi a un’Udinese molto fisica che metterà sul prato del “Mazza” chili e centimetri: «Sono più preoccupato della mia squadra – ha detto Di Biagio – perché dobbiamo convincerci che possiamo dire e dare ancora tanto. Per il resto sì, sappiamo di giocare contro un avversario che è in forma anche psicologicamente».

Di Biagio ha poi parlato del rapporto quotidiano con società, dirigenza e proprietà: «Il rapporto è normale: sono sempre presenti e vicini a noi durante la settimana. È normale che si aspettano qualcosa in più, sono consapevole di questo e sono pronto a dare battaglia fino alla fine. Questo però voglio che se lo mettano in testa anche i giocatori perché io e il mio staff lavoriamo da mattina a sera e non dormiamo la notte per trovare delle soluzioni. Il calcio è pieno di sorprese: può ancora succedere di tutto nonostante la nostra sia una situazione complicata. Sicuramente non voglio sentir parlare di sfortuna perché quella, così come la fortuna, uno se la va a cercare».

gli ex

Uno degli ex di turno sarà Felipe, il quale potrebbe avere una possibilità: «È un grandissimo professionista, dà sempre il suo contributo. Naturalmente è un difensore centrale e può fare anche il terzino di emergenza a sinistra. Sto valutando tutto e vediamo che risposte avrò nell’ultimo allenamento».

In chiusura il mister ha fatto una riflessione tra la Spal pre e la Spal post sosta Covid: «Bisogna distinguere i due periodi. Prima avevamo giocato due partite importanti contro Lecce e Juventus e col Parma credevo fossimo partiti per centrare la salvezza. Poi è arrivata la pandemia e ora questo è diventato un altro sport, ma è un problema di tutti, nessuno sta giustificando nessuno. Io vedo una squadra che sa quello che fa e che prova a giocare a calcio, ma che necessità di più attenzione difensiva e di più incisività negli ultimi metri. Quando prendi gol come nelle ultime uscite vuol dire che ci sono alcune cose che non funzionano. Qualcosa ci manca e dobbiamo criticamente capire dove stiamo sbagliando, senza nasconderci». —

Alessio Duatti

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