Il Pata predica nel deserto Poi crolla e finisce in panca
I due volti della partita di Castro: l’argentino cerca di dare qualità alla manovra I giorni del rilancio sono ancora lontani, le doti si scontrano con la forma fisica
FERRARA
Dopo le ultime tre panchine iniziali, nei giorni d’avvicinamento alla partita di ieri contro l’Udinese il nome di Lucas Castro è stato il più gettonato nell’ottica di mutare la formazione titolare spallina, sia nell’undici, sia nel modulo.
Il calciatore argentino aveva giocato la sua ultima gara dal primo minuto proprio contro quella che è stata la sua ultima ex squadra, il Cagliari, disputando un match completamente sotto ritmo e tutt’altro che indimenticabile. In quella circostanza l’unica buona notizia (a margine) era stata l’espletamento della formalità contrattuale, che l’ha visto diventare in maniera ufficiale un calciatore di proprietà della Spal, con il famoso obbligo di riscatto andato definitivamente a buon fine.
Cambiamenti
La performance al di sotto delle aspettative (il recente passato del “Pata” con il brutto infortunio al ginocchio pare non esser ancora alle spalle), ma sopratutto il cambio d’assetto (4-4-2) proposto da Di Biagio nelle sfide con Napoli, Milan e Sampdoria avevano fatto optare il mister per altre legittime scelte.
Il tecnico romano aveva anche spiegato le esclusioni di Castro in questo senso, dicendo che con la doppia linea a quattro Lucas avrebbe potuto giocare nel ruolo di trequartista sotto la prima punta. E così era stato nell’ultimo scampolo di partita al “Ferraris”, con l’unico squillo dell’albiceleste arrivato con un tiro a giro di destro finito di non molto alto sulla traversa di Audero.
Solo un tempo
Ieri il 19 della Spal, dopo aver ascoltato e sicuramente apprezzato la musica del maestro Ennio Morricone nella linea dei giocatori tra Vicari e Murgia, è invece ripartito come mezzo sinistro nel 4-5-1 iniziale della Spal, ma c’è da dire che il nativo di La Plata si è spesso accentrato, tentando di proporsi sulla trequarti. Nell’orribile primo tempo della Spal, Castro ha provato generosamente a lottare contro Walace e De Paul (connazionale, nativo di Sarandì), tentando in qualche modo di mettere al servizio della squadra (tuttavia ferma...) quel pizzico di qualità, senza però ottenere risultati eccelsi. Nella ripresa il “Pata” è letteralmente calato fisicamente, scomparendo sostanzialmente dal match.
Avvicendamento
La sostituzione è arrivata al 61’: Di Biagio ha voluto inserire Floccari come seconda punta vicino a Petagna. Castro è uscito dal campo ancora una volta senza gioie, ma, per quanto può contare, nel primo tempo almeno ha lottato e sudato per la causa, risultando il meno peggio del proprio reparto. Magra soddisfazione, certo. Ma di questi tempi purtroppo di cose apprezzabili al convento biancazzurro ne passano veramente poche.
L’esperienza ferrarese di Castro deve ancora decollare e difficilmente questo amaro finale di campionato potrà sovvertire tale situazione. Capiremo poi quale sarà il futuro: di certo in questo momento la malinconia totale che sta attorniando il mondo spallino non fa le fortune di un calciatore che già di suo deve ritrovarsi. —
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