L’Inter non sa uscire dal tunnel Conte scivola al quarto posto
Nerazzurri raggiunti sul pari dal Verona all’86’ e sorpassati dall’Atalanta Non si ferma la rincorsa della squadra di Juric alla parte alta della classifica
VERONA
Soffrire sempre e comunque. È l’imperativo dell’Inter post-ripresa. Dopo la sconfitta in casa col Bologna delle frecce gambiane, arriva il pareggio nel finale a Verona, quando la vittoria sembrava in cassaforte grazie a un rocambolesco avvio di ripresa dopo un primo tempo sconcertante. Sfumano tutti gli obiettivi dell’Inter: il contro-sorpasso al terzo posto, occupato dall’Atalanta da 24 ore. E anche l’avvicinamento alla Lazio seconda. Adesso la realtà parla di un quarto posto che non vuole nessuno, perché obbliga a paralleli scomodi con le ultime due stagioni di Spalletti.
A livello di gioco non c’è confronto: spettacolare il Verona dei primi 45 minuti. L’inizio dei nerazzurri lascia sbigottiti: Lazovic entra in area senza opposizione, Skriniar quasi si scansa e l’esterno serbo è liberissimo di perforare Handanovic. Vanno subito in fumo i piani di Conte che aveva lasciato fuori Lautaro ed Eriksen, sostituendoli con Sanchez e Borja Valero. Il cileno fa coppia con Lukaku per la terza volta in questo campionato.
Quello che succede dopo la rete veronese è ancora più stupefacente: sono i padroni di casa a folleggiare al limite dell’area interista. Veloso colpisce il palo. In un paio di minuti i veronesi calciano una mezza dozzina di volte verso la porta di Handanovic. L’Inter è quasi inesistente. Il pressing di Juric, degno del maestro Gasperini, costringe i nerazzurri a rinculare sulla trequarti. Dimarco e Lazovic tiranneggiano sulla fascia sinistra. Il primo segno dell’Inter arriva al 26’ con un tiro di Gagliardini, parato da Silvestri. Sanchez ci prova da calcio di punizione. All’Inter resta solo qualche conclusione dal limite. Conte, che alla fine farà solo tre cambi, tradisce la tensione battibeccando a distanza con Juric: «Stai muto», dice al collega che ribatte senza complimenti dalla sua area tecnica: «Stai zitto tu». È l’Inter nel suo complesso a essere nervosa. Brozovic lascia il campo mandando a quel paese qualcuno.
Ma dall’intervallo riemerge un’altra squadra. Lukaku riesce ad aggirare Kumbulla, che fino a quel momento non gli aveva concesso un centimetro, e centra il palo: la respinta diventa l’assist perfetto per Candreva che rimette in partita un’Inter troppo brutta per essere vera. Pochi minuti dopo è ancora l’ex laziale protagonista: l’ennesima galoppata sulla destra si conclude con un cross teso al centro che viene deviato nella sua porta dall’ex nerazzurro Dimarco. Una partita ripresa in modo quasi casuale.
È un regalo inaspettato che l’Inter non riesce a conservare. Veloso spacchetta il fiocco al 41’ del secondo tempo con una conclusione tesa dal limite. I nerazzurri non sanno più vincere e perdono un’altra posizione. Adesso è quarto posto come un anno fa. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google