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Il dg Gazzoli è deluso «Ma il solco non cambia»

Alessio Duatti

La voce della società dopo il ko di giovedì 

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L’ANALISI

Il realismo del direttore generale biancazzurro Andrea Gazzoli è una sfumatura apprezzabile, in particolar modo per l’onestà, la pacatezza e la franchezza con cui il dirigente (l’unico a parlare sul fronte societario dopo Spal-Udinese) ha analizzato l’ennesimo brutto momento di questa stagione assolutamente da dimenticare.

«Avevamo ancora una piccola fiammella accesa – ha detto Gazzoli – perché comunque il match contro l’Udinese e poi quello con il Genoa ci davano ancora qualche possibilità per la salvezza. Ma obiettivamente la prestazione e il risultato con l’Udinese ci hanno lasciato pochissime speranze. La fiammella è quasi spenta, ma dobbiamo far meglio per chiudere il campionato in maniera migliore».

Un riassunto purtroppo perfetto, seppur tanto doloroso, rimarcato anche successivamente con qualche parola sui novanta minuti contro i friulani e con l’accenno alle ultime gare interne giocate dalla Spal, che hanno portato solo un punto in cascina: «Nel primo tempo abbiamo creato poco, nella ripresa siamo arrivati un pochino di più sotto porta, ma eravamo già sullo 0-2 ed è stato veramente difficile. Sappiamo che un risultato diverso ci avrebbe lasciati a ridosso delle altre, ma adesso è veramente difficile rimediare. Delle ultime tre partite casalinghe – ha aggiunto il dg estense – questa con l’Udinese è stata assolutamente al di sotto delle aspettative. Nelle altre due (con Cagliari e Milan, ndr) avremmo invece meritato qualcosina di più».

Gazzoli, che con la Spal ha da poco rinnovato il suo contratto fino al giugno 2023, ha posto poi l’attenzione sulla componente calciatori: «Abbiamo sicuramente una rosa che può fare prestazioni diverse. Con i recuperi di alcuni giocatori potranno arrivare anche performance più all’altezza. Se la società sta facendo riflessioni dal punto di vista tecnico? No, la strada è tracciata. Stiamo comunque facendo il nostro lavoro. La prestazione con l’Udinese ci ha lasciato l’amaro in bocca, perché perdere 3-0 fa male: non c’erano i tifosi, ma eravamo comunque in casa nostra ed è stata un brutta partita». —

Alessio Duatti

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