Di Biagio avvisa la Spal «Dobbiamo correre e dare tutto a testa alta»
Il tecnico dei biancazzurri non si nasconde: con l’Udinese squadra distratta Oggi serve obbligatoriamente il riscatto senza guardare la classifica
ferrara
“Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così, che abbiamo noi prima d’andare a Genova. E ogni volta ci chiediamo, se quel posto dove andiamo, non c’inghiotte, e non torniamo più”.
Poesia in musica di Paolo Conte, composta nel 1975 ma che potrebbe benissimo disegnare l’immagine della truppa spallina partita ieri pomeriggio alla volta della Liguria. Alla ricerca di tre punti per alimentare una nuova fiammella di salvezza? Sì, sicuramente ma senza guardar troppo a una classifica terribilmente brutta. Perché in particolar modo ciò che importerà oggi sarà sudare in campo (e non per il caldo previsto) con estremo rispetto e grande dignità della storica casacca biancazzurra.
delegazione
Un po’ quello che ieri mattina la delegazione della tifoseria estense ha chiesto a gran voce prima della rifinitura mattutina ai ragazzi di mister Di Biagio, che ha così commentato il confronto con i sostenitori della Ovest: «Normale che ci sia tanta amarezza, in primis da parte nostra e soprattutto da parte dei tifosi. Si è trattato di un incontro legittimo: da parte loro hanno voluto far vedere l’attaccamento verso quello che sta succedendo. Niente di particolare. Hanno chiesto di dare qualcosa in più rispetto a quello che si è visto nelle ultime gare».
«Un incontro civile e cordiale – ha aggiunto il mister – che non mi è dispiaciuto affatto perché comunque avere un rapporto più ravvicinato non fa male a nessuno. Niente di eclatante, soltanto un far vedere che c’è tanta amarezza da parte loro e da parte nostra. Noi dobbiamo parlare poco e ascoltare, correre tanto e dare qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo dato nelle ultime gare».
E ancora sul momento: «Il discorso da fare è ampio. Questa squadra è ultima dall’inizio dell’anno. Quando sono arrivato ho cercato di giocare le partite sempre per vincerle, snaturando il dna che deve avere una squadra che lotta per salvarsi, vale a dire compattezza difensiva per poi fare un certo tipo di calcio. Io ho cercato di giocare le gare mettendo in campo i più tecnici e cercando di imporre il gioco, ma non ci siamo riusciti. Poi se alla prima conclusione subiamo il gol, diventa tutto maledettamente più difficile. Non voglio dire che i giocatori non abbiano dato tutto e non abbiano corso, ma non sono stati attenti in alcune situazioni».
modulo
A Genova la Spal tornerà nuovamente a schierarsi col 4-4-2 con diversi cambiamenti dovuti alla gestione delle forze e con l’obiettivo di sostenere maggiormente bomber Petagna.
Reca tornerà titolare, mentre Di Francesco potrebbe accontentarsi di qualche scampolo di gara. Di Biagio ha poi confutato la tesi che nello spogliatoio biancazzurro manchi una leadership: «Quando le cose non vanno bene, i luoghi comuni sono tantissimi. Il fatto è che in questo momento abbiamo perso prima delle certezze e poi una convinzione che già non c’era quando sono arrivato e che però avevamo ritrovato. Gli ultimi risultati non hanno aiutato ed è venuto a mancare tutto. Dobbiamo ritrovare compattezza dentro al campo e dare qualcosa in più a noi stessi e al nostro compagno più vicino. Dobbiamo uscire a testa alta sapendo di essere stati squadra, al di là del risultato. L’obiettivo oggi è questo. Occorre far finta che la classifica non esista, anche se è molto difficile, e pensare alla partita di Genova come una gara da provare a vincere in tutti i modi mettendoci tenacia e compattezza».
fanalino di coda
E sul discorso (non banale) di evitare l’ultimo posto in classifica: cosa mai successa alla Spal in 108 anni di campionati a prescindere dalla categoria: «In cuor mio non guardo alle ultime posizioni, ma a qualcosa in più. Oggi parlare di riprendere il Lecce è utopia, ma abbiamo una partita che in caso di vittoria ci potrebbe avvicinare al terzultimo posto. L’obiettivo è far bene e scalare una posizione per volta. Passa tutto dalla testa». —
Alessio Duatti
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