Mercato, stadio, mister e infortuni Errori e sfortuna dietro al disastro Spal
Cronologia di una stagione maledetta, iniziata con cessioni pesanti, il sequestro del “Mazza” e la rottura di Fares. Poi il divorzio da Semplici
il cammino
Che quella della Spal non fosse una stagione nata sotto i migliori auspici è stato evidente da subito. Tante vicissitudini hanno caratterizzato un’annata che sembra avere un finale già scritto: il ko di ieri a Marassi con il Genoa ha sostanzialmente scritto la parola fine sulle speranze biancazzurre. Un terzo campionato di fila in serie A non all’altezza dei due precedenti e delle aspettative che si erano create di vedere una Spal consolidarsi nella massima serie.
CESSIONI E SEQUESTRO
L’estate si è caratterizzata per alcuni saluti illustri. L’addio di Lazzari, che tante problematiche aveva risolto in questi anni con le sue sgroppate sulla fascia destra, è stato pesante. Non si è trovato l’accordo con Antenucci e Schiattarella e due giocatori dal peso specifico determinante nei due anni precedenti hanno lasciato Ferrara, rispettivamente, in direzione Bari e Benevento. Sono state sicuramente partenze di peso in campo e come leadership nello spogliatoio. L’estate scorsa poi ha portato una situazione inedita e unica con il sequestro dello stadio Paolo Mazza. A lungo, l’impianto di corso Piave ha avuto i sigilli per presunte irregolarità compiute nel corso degli ultimi lavori effettuati. Un chiaro danno d’immagine, un danno che ha portato alcuni sponsor ad allontanarsi e anche una campagna abbonamenti che a lungo è stata interrotta fino ad essere ripresa nel momento in cui lo stadio è stato dissequestrato.
In tutto questo si è tenuta una campagna acquisti senza particolari squilli. Ma, se negli anni passati Vagnati ne aveva azzeccate parecchie, quest’anno si può dire che molte delle sue scommesse sono state perse. La squadra, alla chiusura del mercato, già si mostrava chiaramente più debole di quella dello scorso anno e non all’altezza della sfida e il campo purtroppo ha confermato questa impressione.
AMAREZZE INFORTUNI
Sicuramente anche la cattiva sorte ci ha messo lo zampino in questa annata. Nemmeno il tempo di arrivare dalla Coppa d’Africa e Mohamed Fares, rivelazione del precedente finale di stagione e giocatore sul quale si puntava molto, a Cesena, in amichevole, rimedia la lesione del legamento crociato del ginocchio sinistro. Praticamente lo stesso infortunio capiterà a settembre a Marco D’Alessandro. Fuori entrambi diversi mesi. Se a questo si abbina il fatto che, per acciacchi muscolari vari, anche un altro degli acquisti di punta del mercato, Federico Di Francesco, non è stato a lungo a disposizione, ecco che tre titolari non ci sono stati.
Il girone di andata è costellato da tante sconfitte e qualche raro lampo. Si è iniziato con un’illusione e un 2-0 d’avvio con l’Atalanta che poi è stato ribaltato in un 2-3 finale. Successo più bello del girone d’andata quello contro la Lazio con un Manuel Lazzari opaco alla sua prima volta al Mazza da avversario. Per il resto tante prove al limite dell’inguardabile e sconfitte in serie in casa con tutte le rivali della lotta per la salvezza in quel momento: dal Lecce alla Sampdoria passando per Brescia e Verona. Unico sussulto la vittoria esterna a Torino contro la formazione granata. Semplici è stato più volte a rischio, soprattutto dopo la sconfitta interna col Brescia, ma è sempre stato confermato dalla proprietà.
IL RITORNO e L’ESONERO
Gennaio vede un altro lampo di quelli che è difficile spiegare: la Spal si impone a Bergamo contro la lanciatissima Atalanta. Si spera, in casa biancazzurra, che possa essere la svolta del campionato ma a quel successo seguono tre sconfitte di fila: in casa col Bologna, la pesante batosta di Roma con la Lazio e lo stop interno col Sassuolo. Qui la proprietà prende la decisione, dolorosissima, di separarsi da mister Leonardo Semplici. L’uomo che ha portato la Spal dalla serie C alla A, conquistando anche due salvezze, viene esonerato. Si tenta pure questa mossa per dare una svolta. Arriva al suo posto Luigi Di Biagio, una carriera da giocatore che non ha bisogno di presentazioni e un’esperienza in Nazionale alla guida dell’under 21. L’inizio è da brividi: trasferta a Lecce e gara subito da dentro o fuori per recuperare lo svantaggio. Va male. A Lecce si perde e si perde ancora in casa con la Juventus. In settimane in cui il Covid-19 comincia ad attecchire in maniera importante nel paese arriva la surreale domenica di Parma all’insegna del “si gioca”, “non si gioca”, “aspettiamo un po’”.
Alla fine si gioca, la Spal vince (se si giocasse sempre coi Ducali, 4 vittorie su 4 negli ultimi 2 anni non sarebbe male) e si concede una nuova possibilità. Dopo quel match si ferma l’Italia e anche il campionato di calcio. Stop e per lunghe settimane non si sa se si riprenderà. E in che modo. In questo periodo arriva un nuovo grande scossone: il direttore Davide Vagnati, il 30 aprile rescinde il contratto con la Spal e, dopo pochi giorni, si accasa al Torino. La Spal sceglierà come suo successore Giorgio Zamuner, storico ex giocatore biancazzurro.
ripresa
Il campionato riprende a porte chiuse e giocando ogni tre giorni. Il resto più che storia è attualità: Petagna sempre più solo in avanti, una difficoltà enorme a fare gol, una squadra in ginocchio. Da ricordare, insieme a una serie di sconfitte, c’è solo la partita contro il Milan finita 2-2.
Quell’autogol di Vicari, nel recupero, è però la fotografia della stagione della Spal: una deviazione maldestra nella propria porta a vanificare la vittoria. Da lì giù il sipario, si è fatta notte. —
Andrea Tebaldi
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