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LE VOCI DEI TIFOSI 

Prima una fiammella di speranza, poi lo scoramento Anche i supporter spallini alzano bandiera bianca

Lorenzo Montanari Enrico Ferranti
Prima una fiammella di speranza, poi lo scoramento Anche i supporter spallini alzano bandiera bianca

Niente ritrovo per il Coordinamento dei Club, la presidente Ferozzi: «Quest’anno è mancato il gruppo, ma la società c’è» Al Caleffi di via Canapa un sussulto per il rigore parato da Letica, a fine gara il gelo: «Ormai è serie B, bisogna rifondare»

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FERRARA

Niente appuntamento classico al ristorante-pizzeria L’Archibugio di via Darsena, ieri pomeriggio, per la frangia più calda del tifo biancazzurro: l’orario d’inizio della gara a Marassi (le 17. 15) sicuramente non aiuta, come il momento della Spal. E infatti anche contro il Genoa la Beneamata non riesce a tirare mai in porta, rimediando contro i grifoni l’ennesima sconfitta della gestione Di Biagio: per i biancazzurri la retrocessione in serie B è ormai sempre più vicina.

Valentina Ferozzi, numero 1 del Coordinamento Spal Club, ha seguito dai Lidi ferraresi l’ennesima debacle dei biancazzurri: «Si spera sempre che ci possa essere una reazione – racconta la Ferozzi al termine della gara contro il Genoa –, anche i commentatori tv se l’aspettavano, invece mi sento di dire che è sempre peggio. Andiamo avanti e vediamo cosa succederà: i miracoli a volte succedono, anche se ammetto che vedo poche strade. Manca la mentalità. Avete visto il Genoa? Anche avanti 1-0 aveva sempre voglia di fare gol, non si accontentava mai, mentre la Spal nelle gare in cui ha trovato la via della rete, beh, era felice così. Mancano le motivazioni, punto».

RICHIESTA DI ATTRIBUTI

Prima di partire alla volta di Genova, alcuni rappresentanti della Curva Ovest hanno avuto un colloquio con mister Di Biagio e alcuni giocatori: «Ognuno di noi deve fare il percorso che ritiene essere più importante – riprende la presidente del Coordinamento –, non ho mai visto che cose del genere portino cambiamenti, ma devo dire che hanno fatto bene, hanno espresso i concetti di tutti noi tifosi. Non sono una a cui piace scrivere sui social, a me dispiace che la famiglia Colombarini e il presidente Mattioli siano trattati in questa maniera: alcune persone che scrivono non hanno dignità. Detto questo, bisogna dire che i giocatori non hanno fatto cambiare idea a chi li criticava e continua a farlo, abbiamo ragione noi a lamentarci, anche se c’è sempre qualcuno che esagera. Bisogna cercare di fare tesoro delle cose positive. So che la famiglia Colombarini non ha motivo di andarsene – ha chiuso la Ferozzi –, hanno detto già di avere un programma quadriennale: gli impegni che hanno preso non sono scaricabili ad altre persone, mi affido completamente alla loro serietà, abbiamo bisogno di un anno di respiro per tutti, anche se sarà in serie B. Quest’anno è stata una lenta agonia, siamo partiti con la paura di non poter giocare al Mazza, questa situazione ha determinato poi tutto il campionato, la campagna acquisti non è stata quella voluta... Si è cercato di fare il meglio possibile, alla fine non si è riusciti a creare il famoso gruppo. Squadre come la Spal hanno bisogno di basarsi sul gruppo - ha chiuso la Ferozzi -, che quest’anno non c’è stato».

DA CALEFFI

Non manca la delusione dei tifosi biancazzurri e anche durante la partita di ieri lo scoramento si palpava tra i tifosi presenti alla pasticceria, caffetteria, vineria Caleffi di via Canapa a Ferrara, ma, si sa, la fede e la speranza non muoiono mai.

L’incitamento agli uomini di Mister Di Biagio non viene meno al fischio d’inizio, c’è una flebile speranza nella salvezza o almeno di chiudere dignitosamente una stagione difficile. Quando Pandev segna l’1-0 per il Genoa cala il gelo da Caleffi. A dieci minuti dal termine della prima frazione il portierone biancazzurro para un rigore a Falque, evitando il raddoppio genoano e un sussulto si alza tra i supporter. Il risultato non cambia e le squadre tornano negli spogliatoi sul vantaggio di misura per gli uomini di mister Nicola: rimane un secondo tempo di speranza.

Inizia la ripresa e la voglia di un risultato positivo è tanta, ma le speranze diminuiscono ulteriormente al 54’, quando Schöne realizza su punizione il 2-0. Sembra tutto più difficile anche per i fedelissimi tifosi della Spal, che continuano a seguire il match con meno interesse. Passano i minuti, non cambia il risultato e nemmeno lo scoramento: non arriva la reazione spallina, vince il Genoa 2-0 e anche gli encomiabili tifosi spallini si arrendono.

C’è poca voglia di parlare alla fine di questa partita che rispecchia il campionato. Giovanni Gadaleta afferma: «Durante la stagione si è visto che la squadra ha avuto dei problemi a centrocampo e in difesa. Infortuni, cessioni e sfortuna hanno contribuito, mentre i nuovi acquisti non sono stati all’altezza delle cessioni e Petagna è rimasto molto solo in avanti; anche il cambio del mister non è servito. Hanno tirato i remi in barca e non c’è stata reazione, dobbiamo rifondare e ripartire dalla serie B». —

Lorenzo Montanari

Enrico Ferranti

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