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La Spal è alla ricerca di un moto d’orgoglio. L’Inter invece prova ad infastidire la Juve

Marco Nagliati
La Spal è alla ricerca di un moto d’orgoglio. L’Inter invece prova ad infastidire la Juve

Stasera alle 21.45 riflettori sul Mazza: i biancazzurri (ultimi) ricevono i nerazzurri che vogliono riprendersi la seconda piazza. E Mattioli punge Di Biagio 

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l’analisi

Marco Nagliati

Arriva l’Inter, in altri tempi sarebbe stata tensione e festa. Orgoglio per la partitissima contro una grande del calcio. La solita ma sempre viva rivalità tra la provincia che sogna una serata tutta stelle e una grande che ha cose più urgenti di cui occuparsi. Arriva l’Inter, stasera alle 21.45 al Mazza, e invece sarà solo malinconia. Perché lo stadio è deserto, l’orario da mojito piuttosto che da partita di calcio. E, soprattutto, la classifica della Spal svilisce e svuota il match di qualsiasi contenuto sportivo. I nerazzurri, in attesa dell’Europa League, hanno lo stimolo di riprendersi il secondo posto che l’Atalanta le sta contendendo, nonché il sogno di continuare ad inseguire e infastidire la capolista Juve; i biancazzurri devono, soltanto, evitare l’imbarcata. Una goleada che farebbe infuriare società e città. Dopo le opache ed arrendevoli ultime prestazioni, mister Di Biagio spinge per tenere la guardia alta e accendere per quel che potrà il fuoco dell’anima.

prospettive

La Spal è ultima in classifica, col Brescia sempre nel mirino, ma non è quello di stasera l’appuntamento giusto per accorciare o scavalcare le Rondinelle. Per il traguardo, forse neanche di consolazione, l’appuntamento è domenica al Rigamonti per lo scontro diretto. Il biglietto da visita dei biancazzurri è impietoso: tre sconfitte consecutive, cinque totali ed un solo pari (col Milan) dalla ripartenza. Per questo i dirigenti sono ormai volti al futuro, piuttosto che al presente. E mister Di Biagio non avrà un compito facile da svolgere, dovendo gestire un gruppo che si è quasi sgretolato ed una società che sta radicalmente cambiando idea sul suo conto.

«All’inizio pensavamo di tenerlo - dice il presidente Mattioli parlando di Di Biagio -, ora però se il gioco continua ad essere questo non c’è margine per continuare insieme». Il “pres” martedì sera interveniva ad un incontro con gli sponsor, forse pensava che la confidenza rimanesse tale e chiusa in un cassetto.

Invece è uscita pubblicamente, anche se poco aggiunge a quanto già s’è scritto in questi giorni. Ovvero che Di Biagio deve fare rialzare la testa in fretta alla Spal, se vuole guadagnarsi la conferma. Non è un mistero che al club piaccia Beppe Iachini, così come sottotraccia rimane la candidatura di Roberto Venturato.

il gioco

E quando Mattioli parla di “gioco” non intende la manovra in senso stretto. Vuole sottolineare come tutto il mondo estense sia rimasto spiazzato dall’involuzione della squadra. Di una fragilità imbarazzante. Piegata senza lottare. Poi sì, anche la manovra è invisibile: col Genoa zero tiri in porta. Le assenze sono una giustificazione (Berisha, Fares, Valoti, Di Francesco) ma non un alibi: la sconfitta è comprensibile, il senso di resa dal primo minuto meno. Arriva l’Inter e può essere che Di Biagio proponga il 4-4-2 per la seconda volta consecutiva. Possibile conferma sulle fasce per Cionek e Reca, anche se Sala è un’opzione. In mezzo Vicari e Bonifazi avrebbero bisogno di rifiatare, anche perché ultimamente Bonifazi non è certo parso in condizioni smaglianti. Felipe e Salamon hanno una chance.

nel mezzo

Nella terra di mezzo, finora, Di Biagio ha ruotato gli uomini trovando poco e niente. Giusto un paio di intuizioni di Valdifiori, qualche timida sgambata di D’Alessandro e Murgia. Appena un filo di battaglia da Dabo. In generale mai continuità e consistenza. Davanti potrebbe toccare a Cerri fare da partner a Petagna. L’Inter non rischierà Lukaku e ripropone Eriksen trequartista. Lautaro e Sanchez bastano e avanzano. —

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