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Mister Di Biagio ruggisce «Io lotterò»

Alessio Duatti
Mister Di Biagio ruggisce «Io lotterò»

Momento delicatissimo per l’allenatore della Spal Che vuole guadagnarsi la riconferma e non si dimetterà

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Due corse intersecate, dentro e fuori dal campo, avvolgono le lunghe e interminabili giornate di mister Gigi Di Biagio. La cui avventura alla Spal rischia di esser già arrivata al capolinea se a partir da oggi gioco, prestazioni e punti della squadra da lui allenata non soddisferanno ancora una volta la società. Con in testa il presidente Mattioli, che Di Biagio l’aveva voluto fortemente in prima persona al posto di Semplici, ma che ora ha assottigliato notevolmente il margine sulle possibilità di permanenza dell’ex c.t. della Nazionale Under 21.

carte rimescolate

Tra l’altro sia prima che dopo la pausa, tanto Walter Mattioli quanto Simone Colombarini avevano espresso l’idea e l’intenzione di proseguire con l’attuale mister. Le carte ora sono nuovamente state mescolate dalle ultime brutte uscite, con l’allarme scattato ufficialmente e con Di Biagio voglioso di una risposta già nel difficile e sostanzialmente proibitivo match di stasera contro l’Inter. Il tecnico dovrà fare a meno ancora una volta di Berisha, Fares e Valoti con quest’ultimo che ha solo qualche timida speranza di rientrare tra i convocati in quel di Brescia. Di Francesco sta decisamente meglio e forse qualche minuto a gara in corsa questa volta lo troverà veramente.

ripetitivo

«Rischio di essere ripetitivo – ha dichiarato ieri il mister – ma stiamo cercando di esser un qualcosa in più di quello che siamo ora e tornare almeno come tempo fa. Credo sia lecito e doveroso avere una reazione. La squadra è rassegnata? No, i segnali dell’allenamento non mi hanno mai fatto avere questa percezione. La situazione però è molto difficile e penso che a questa abbiano contributo i due risultati che non siamo riusciti a portare a casa nei finali contro Cagliari e Milan: forse hanno veramente cambiato l’inerzia della seconda parte di questa mia gestione».

«Con l’Inter ci saranno più stimoli? Penso di sì, la caratura dell’avversario ci potrebbe aiutare a dare la scossa in un momento dove non vediamo la luce».

Poi maxi parentesi sul discorso personale legato al futuro con una sorta di “commento/risposta” alle dichiarazioni di Walter Mattioli: «Io penso che un presidente possa e debba esternare il suo dissenso nel momento in cui non arrivano risultati e prestazioni, quindi condivido il suo pensiero sul fatto che possiamo giocare meglio lottando fino alla fine, cosa che io sono sempre stato abituato a fare. Sul discorso della mia permanenza, fino a due giorni fa parlavamo di giocatori per la serie A o per la serie B, poi le cose possono cambiare. Il presidente ha fotografato bene la situazione: mi fa piacere quando dice che a livello numerico non siamo pronti per giocare ogni tre giorni, non l’ho detto io, l’ha detto lui e condivido in pieno perché questo è uno dei maggiori problemi che abbiamo nel periodo. La Spal non sta giocando bene e mi dispiace perché le squadre che ho allenato hanno sempre dimostrato di fare un ottimo calcio. Come era stato qui nelle mie prime tre gare».

orgoglio

«Lotterò fino alla fine per restare - dice con orgoglio Di Biagio - perché ci sono le condizioni per ricostruire insieme. La società me l’ha sempre dimostrato e anche dopo le dichiarazioni del presidente il direttore (Zamuner; ndr) mi ha spiegato un po’ il senso dell’esternazione e quindi da parte mia c’è massima concentrazione sulla partita contro l’Inter. Dobbiamo cercare di non arrivare ultimi e avere dignità».

Di Biagio ha sottolineato di non aver mai pensato alle dimissioni: «Io sarò l’ultimo ad andare via da questo centro sportivo indipendentemente da quello che accadrà. Si può e si deve fare di più, lo so, perché sono l’allenatore. Ho delle grosse responsabilità che però partono da molto lontano, dal luglio dello scorso anno. Se mi sento tradito dai giocatori? No. Li vedo in allenamento e danno il massimo. In partita sono invece impauriti e non so il perché. In questo momento dobbiamo avere la forza per reagire immediatamente, anche se non abbiamo tempo, ma non possiamo far finire la stagione in questo modo». Il mister ha poi chiuso dedicando alcune parole all’ambiente Spal: «Il messaggio ai tifosi lo dobbiamo dare sul campo. Dobbiamo parlare poco e pedalare di più. Mi dispiace molto per la situazione perché qui ho percepito un grandissimo rapporto con società, tifosi e città. Mi dispiacerebbe veramente non proseguire qui quest’esperienza. La mia speranza è fare bene in queste ultime sei gare perché voglio fare parte della ricostruzione della Spal perché qui ci sono tutti i presupposti per poter fare bene». —

Alessio Duatti

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