Spal, Di Biagio vuole orgoglio e “sorpasso”
«Non si può accettare una situazione così senza far niente» Il mister: battiamo il Brescia per lasciargli l’ultimo posto
ferrara
Nemmeno il più irriducibile dei pessimisti avrebbe pensato che lo scontro diretto tra Brescia e Spal sarebbe valso quel penultimo posto che per entrambe le realtà pare essere l’unico obiettivo rimasto a cinque turni dal termine. La sentenza aritmetica arriverà presto per entrambe, ma intanto c’è una dignità da rispettare, soprattutto per la Spal che all’ultima piazza non ha mai chiuso in tutti i campionati disputati, senza distinzione di categoria.
l’obiettivo
Lo sa ovviamente mister Gigi Di Biagio, l’ha già ripetuto più volte nelle ultime settimane, con la bandierina bianca sostanzialmente alzata in chiave salvezza, ma con la consapevolezza che le timide percentuali per giocarsi anche un’eventuale riconferma, nella ricostruzione cadetta dal presidente Walter Mattioli e dalla proprietà biancazzurra, passeranno proprio dall’evitare l’ultima umiliante casella della graduatoria. Obiettivo – se così vogliamo chiamarlo – che sarà indirizzato anche e soprattutto dalla trasferta del “Rigamonti” con la sfida diretta alle rondinelle di Lopez reduci dal pesante 2-6 di Bergamo. La Spal, partita verso il ritiro lombardo ieri pomeriggio, quest’oggi sarà ancora una volta priva di Berisha e Fares. Out anche Valdifiori, squalificato per somma di ammonizioni. Di Francesco e Valoti figurano nella lista dei convocati, ma nessuno dei due potrà essere impiegato dal primo minuto.
il tecnco
«Purtroppo – ha detto ieri Di Biagio – tale situazione non è quella che avremmo voluto in questo momento della stagione. Al di là dello spareggio c’è un qualcosa che dobbiamo trovare dentro di noi per dare un piccolissimo senso a questo finale di stagione. A questo punto, come già detto qualche giorno fa, l’obiettivo è quello di non arrivare ultimi».
Il mister ha poi frenato sulla possibilità di vedere all’opera qualche giovane: «Vi dico di no perché siamo comunque in ventiquattro e dovrei lasciare a casa qualcuno. Si insiste molto con questi giovani, che ci sono e sono anche abbastanza bravi, ma stiamo lavorando per provare a recuperare i vari D’Alessandro, Fares e Di Francesco e penso che, per una questione generale, oggi non ci siano le condizioni per chiamare i giovani con noi al posto di questi».
Singoli in fase di recupero, dunque, ma come si diceva nessuno sarà titolare: «Purtroppo non sono pronti e lo dico a malincuore. Ce l’abbiamo messa tutta per provare a recuperarli, come del resto abbiamo fatto dal primo giorno in cui sono qui, con cinque o sei giocatori infortunati in maniera continua a causa di problematiche precedenti a quando siamo arrivati noi. Si tratta di un problema che ci portiamo dietro da tanto tempo e che ha creato forti rallentamenti sulla crescita del gruppo».
l’impegno
Riconfermato Petagna, che non segna da cinque partite, che è sembrato anche un pochino demoralizzato, ma che ha sempre mostrato il massimo dell’impegno anche in queste ultime brutte partite della squadra: «L’impegno – ha detto Di Biagio – non è mai mancato da parte di nessun giocatore anche se da fuori sono arrivate critiche in questo senso. Sappiamo che ci sono state partite in cui alcuni potevano dare qualcosa in più ma ritengo siano stati encomiabili per ciò che hanno offerto giocando ogni tre giorni. Certo, i ragazzi si devono prendere le loro responsabilità perché non è possibile accettare alcune prestazioni, ma posso assicurare che c’è tanta amarezza dentro lo spogliatoio».
Pensiero finale, aperto con un’opinione sul match odierno: «Se avremo lo stesso atteggiamento dell’altra sera o di altre gare ben fatte, non avremo problemi a fare risultato. Solo l’atteggiamento non porta alle vittorie, ma se si ha quello giusto se ne perdono poche. Dobbiamo sapere che bisognerà andare in campo come se la classifica non esistesse, anche per orgoglio personale. Non è possibile accettare una situazione del genere senza fare niente. La più grande amarezza per quanto mi riguarda è il non aver potuto lavorare ogni settimana per giocare questo mini torneo dove già all’inizio non eravamo numericamente all’altezza e pronti».
l’alibi
«Non rinnego – ha chiuso il tecnico – la mia scelta e la mia convinzione nel portare a termine una salvezza insperata quando sono arrivato, ma che era possibile. Mi spiace ma voglio evidenziare che sono arrivato con la Spal già ultima in classifica, con tanti problemi da risolvere, che in parte nelle prime gare avevamo risolto e che oggi abbiamo invece addirittura peggiorato. Siamo ancora ultimi e adesso la speranza è conquistare una posizione in più».–
Alessio Duatti
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