Spal, con mister Marino ci sarebbe tutto per far bene
L’attuale allenatore dell’Empoli è un candidato forte alla panchina biancazzurra Ha esperienza, dà un gioco, fa crescere i giovani. E con lui ritornerebbe Mezzini
ferrara
La già corposa lista di candidati (Iachini, Stramaccioni, Corini, Ballardini, Venturato, Bisoli. . . ) alla panchina della Spal per il campionato 2020/2021 di serie B racchiude anche un profilo che più degli altri potrebbe essere quello giusto: Pasquale Marino.
Il 58enne tecnico siciliano vanta esperienza in tutte le categorie, ha vinto in D, C e B (promozione in serie A con il Catania), vanta un significativo passaggio all’Udinese (due consecutivi settimi posti in A, lungo flirt con la zona Champions, qualificazione alla Coppa Uefa, eliminato il Borussia Dortmund, vittoria nel girone davanti a Tottenham, Dinamo Zagabria, Spartak Mosca e Nec Nimegem, poi una beffarda eliminazione nei quarti di finale ad opera del Werder Brema). Pur tra qualche alto e basso, ed a dispetto della separazione al termine della terza stagione (quando era stato esonerato a vantaggio di De Biasi e poi richiamato), a Udine considerano Marino l’allenatore che ha fatto vedere il miglior calcio dell’era post-Zaccheroni, preferendolo anche a Spalletti: quello del siciliano viene ricordato come un football spettacolare.
Marino ama il 4-3-3 ma non è un integralista, ha attuato anche 3-4-3 (camuffato: a Udine in fascia c’erano Mesto e Dossena, quindi difendeva “a cinque”) e 4-2-3-1. Di sicuro propone un calcio costruttivo, d’attacco, desidera sempre fare la partita. Ha un approccio didattico, insegna calcio, ha pienamente valorizzato tanti giocatori (all’Udinese: Cuadrado, Asamoah e Sanchez, Pepe e D’Agostino. Di recente allo Spezia: Okereke e Pierini). La promozione in A, come dicevamo, l’ha ottenuta col Catania ma l’ha anche sfiorata con Vicenza e Frosinone.
Sarà lui il prescelto? Sicuramente è ben piazzato. Il contratto con l’Empoli scade a fine campionato. Subentrato a Muzzi a fine gennaio, Marino ha compiuto una bella rimonta, non fosse stato per l’ultima sconfitta interna contro l’Entella (col presidente empolese Corsi ad attaccare duramente l’arbitro) ora sarebbe nei play off. Ma crediamo che il progetto biancazzurro possa intrigare Marino, anche per ciò che gli avrà detto di piazza, ambiente, strutture e società il suo “vice” Massimo Mezzini, da sempre al suo fianco (prima in campo e poi in panchina), grande ex spallino e fraterno amico del d. s. spallino Giorgio Zamuner.
Anche questo sarebbe un aspetto molto importante: Mezzini, al pari di Zamuner, coltiva i valori (morali, ancor prima che calcistici) di quella che era la Spal di Gibì Fabbri; conosce, ama e rispetta il peso ed il significato della maglia biancazzurra, quindi potrebbe aiutare non poco – al di là degli aspetti prettamente tecnici – a veicolare ed inculcare quel senso di spallinità che avrebbe un rilievo non di poco conto. Infine, in una società già solida e strutturata, la presenza di due vecchi idoli del popolo quali Zamuner e Mezzini creerebbe ancor più vicinanza con la tifoseria.
L’unica verità, come sempre, sarà quella del campo, ma – a priori – miscelando il tutto appare evidente come Pasquale Marino potrebbe davvero essere l’uomo giusto per avviare il nuovo corso della Spal.–
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